Interrogati a Piacenza i cinque operai indagati. Ore dei dipendenti devolute alle famiglie delle due vittime

08 Febbraio 2020

I cinque operai che l’altra notte hanno lavorato sullo svincolo in corrispondenza del quale si è verificato il deragliamento del treno Frecciarossa 9595 tra Piacenza e Lodi, che ha provocato la morte di due macchinisti e il ferimento di 31 persone, sono stati iscritti nel registro degli indagati. Saranno interrogati oggi negli uffici della Polfer di Piacenza.

Sembra che gli operai avessero effettuato un intervento di manutenzione fino a un’ora prima del disastro ferroviario. Per ora si tratta di un atto dovuto, per eseguire perizie e accertamenti tecnici. Quello scambio è il “punto zero” in cui alle 5,34 del 6 febbraio è deragliato il treno, partito dalla stazione centrale di Milano e diretto a Salerno. A causare lo schianto sarebbe stato un deviatoio rimasto aperto verso la corsia di ricovero. La squadra di operai era intervenuta per aggiustare un guasto proprio su quello scambio.

Intanto lo sciopero indetto ieri, 7 febbraio, dai sindacati per commemorare i colleghi morti e chiedere chiarezza, ha registrato un’adesione molto alta ed ha avuto una finalità benefica. Alle famiglie di Giuseppe Cicciù e Mario Di Cuonzo sono state devolute le due ore di retribuzione di tutti coloro che hanno aderito. I familiari dei due macchinisti attendono ora il dissequestro delle salme da parte della magistratura per poter celebrare i funerali. Il fratello di Di Cuonzo è un macchinista che vive e lavora a Piacenza.

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