Pc Expo, in Comune si guarda al futuro: “Meno quote pubbliche”

21 Dicembre 2020

Tutti d’accordo, o quasi: bisogna ripensare l’impegno del Comune in Piacenza Expo. In altre parole: diminuirlo. Il via al dibattito lo ha dato oggi – in consiglio comunale – l’approvazione del piano di razionalizzazione delle società partecipate detenute da palazzo Mercanti. “Pur riconoscendo l’impegno dell’amministratore unico Giuseppe Cavalli – ha commentato Andrea Pugni (M5s) – l’attuale gestione di Piacenza Expo risulta poco sostenibile per il Comune, anche dal punto di vista del bilancio. Il sistema fieristico va ripensato. Ed è inaccettabile – ha aggiunto – che si scopra a distanza di anni la presenza di cartelle arretrate dell’Imu a carico di Piacenza Expo”. Il socio di maggioranza del polo fieristico di Le Mose è infatti il Comune (oltre il 50 per cento di quote), insieme a Camera di Commercio (circa il 20 per cento), Banca di Piacenza, Crédit Agricole, Provincia, Regione, Confindustria e altre realtà territoriali. In seguito alla sospensione degli eventi pubblici dettata dall’emergenza Coronavirus, e dall’obbligo di pagamento di cartelle Imu arretrate, Piacenza Expo deve fare i conti con gravi perdite economiche.

“Si tratta della vetrina della nostra città – ha sottolineato Antonio Levoni (Liberali) – senza l’impatto del Covid, e senza il pagamento dell’Imu arretrata, l’ente fiera avrebbe già raggiunto risultati apprezzabili”.

“Credo che Piacenza Expo – ha aggiunto Massimo Trespidi (Liberi) – dovrà iniziare a basarsi maggiormente sulle risorse delle categorie economiche piacentine, perché il Comune dovrà investire su capitoli ancora più importanti, come il welfare”. Secondo Stefano Cugini (Pd) “ciò che conta sarà la conferma del ruolo centrale del Comune alla guida di Piacenza Expo”. Il sindaco Patrizia Barbieri ha sottolineato come altre città vicine, in primis Parma, stiano procedendo con la “diminuzione della propria partecipazione nei poli fieristici”.

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