“La mia avventura nella Lapponia svedese, a caccia di aurore boreali”

28 Gennaio 2021

Oltre settemila chilometri – andata e ritorno – da Piacenza fino alla Lapponia svedese, a caccia di aurore boreali. È l’avventura conclusa pochi giorni fa dal fotografo piacentino Michele Affaticati, 28 anni, insieme al fratello Emanuele e il collega fotografo Marco Rebesco: “Un viaggio in auto elettrica tra cascate ghiacciate e paesaggi unici, in un contatto libero, silenzioso e toccante con la natura”.

Perché la scelta è ricaduta sulla Svezia? “È stata una decisione quasi obbligata – spiega il giovane – al momento, la Svezia è l’unico paese in cui si può circolare e sostare abbastanza liberamente, senza troppe limitazioni dettate dall’emergenza Covid”. Non sono mancati gli imprevisti: “Tra l’Austria e la Germania, il mezzo elettrico si è rotto. Io e miei compagni di viaggio abbiamo dovuto chiamare il carro attrezzi. Siamo stati costretti a fermarci e, quindi, a rispettare una quarantena di quarantott’ore in albergo. Non solo. In Lapponia, per un paio di giorni, abbiamo tenuto spento il riscaldamento dell’auto, nonostante la temperatura esterna a -20 gradi. Nei paraggi non c’erano basi di ricarica per i mezzi elettrici, e il nostro veicolo rischiava di scaricarsi”. Ma gli ostacoli non hanno fermato il viaggio, fino alla meta finale densa di magia: “L’apoteosi è stata l’aurora boreale, nel villaggio di Abisko. Mi sono trovato immerso in una scia verde e magenta, a contatto col cielo che danzava attorno a me. È stato unico, anche da fotografare. Dopo questa spedizione di due settimane nella Lapponia svedese, e le precedenti in Norvegia e Islanda, andrò in Finlandia e Russia, ovviamente Covid permettendo. Voglio realizzare un documentario sulla natura nordica e sugli stili di vita in situazioni climatiche così estreme”.

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