Furti alla logistica per 10 milioni di euro, al via il processo. Sda parte civile

05 Febbraio 2021

Trentasette arresti, dieci milioni di euro di merce rubata: erano i numeri dell’operazione dei carabinieri “Stealing Job” nata a seguito dei furti sempre più frequenti nel magazzino Sda di Monticelli. Nel 2017 un’auto fu bruciata, secondo gli inquirenti, come forma di ritorsione nei confronti del responsabile del personale che aveva introdotto controlli sempre più pressanti all’interno del deposito. In tribunale a Piacenza è iniziato il processo e nella prima udienza è intervenuto il luogotenente Enrico Savoli, comandante del nucleo operativo dei carabinieri di Fiorenzuola che si occuparono delle indagini.
Quattro gli imputati accusati di associazione a delinquere finalizzata a commettere furti e ricettazione.

Durante l’udienza sono state ripercorse le tappe delle indagini. In base a quanto emerso erano attivi due gruppi, uno mattutino e l’altro serale. Al di sotto c’era una rete di facchini che si occupava di rubare la merce e di nasconderla all’interno del magazzino, in attesa di portarla fuori. Per farlo, si avvalevano dell’aiuto di una serie di camionisti che venivano ricompensati. Gli autotrasportatori, una volta fuori, incontravano persone in contatto con i facchini, a volte loro familiari, che ritiravano la merce rubata e la nascondevano in case e garage. Infine, la refurtiva veniva venduta ai ricettatori.

Sda si è costituita parte civile con l’avvocata Francesca Tomasello di Milano. Il 23 febbraio è stata fissata un’udienza per gli imputati che hanno chiesto i riti alternativi (abbreviati e patteggiamenti).

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