Fototrappole e analisi delle tracce: prosegue il censimento dei lupi

11 Febbraio 2021

Dividono in tante celle rettangolari il territorio sulle mappe e lo perlustrano, un pezzo per volta, perché non sfugga al censimento nemmeno un bosco, neppure un crinale. I Carabinieri forestali lo fanno in tutte le valli almeno da un paio di mesi, concentrandosi nell’Appennino e in Val Nure in particolare, perché è soprattutto qui che i lupi sono ormai di casa, anche se ogni branco occupa almeno cento chilometri quadrati e si muove rapidissimo, tanto che nessuno scorda il viaggio lungo mille chilometri del lupo popolarmente chiamato Ligabue, dotato di un rilevatore satellitare grazie al quale, dal cuore dell’Emilia, lo si ritrovò a Nizza e in Francia nel giro di poco tempo.

I Forestali, insieme ad altri operatori specializzati in regione, stanno facendo anche loro da rilevatore: cercano i lupi nel Piacentino per verificarne lo stato di conservazione, seguono le impronte, si aiutano con le fototrappole, analizzano gli escrementi, le carcasse delle loro prede, per conto dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, su mandato del Ministero. La raccolta dati sul grande predatore – riconosciuto come specie protetta dal 1976 quando ormai erano sopravvissuti pochi esemplari causa caccia, progressiva desertificazione e carenza di ungulati – proseguirà almeno fino alla primavera.

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