“Vaccini anti-Covid, per ora dimenticati i senzatetto e gli operatori del dormitorio”

23 Aprile 2021

C’è una categoria di persone per cui il vaccino anti-Covid rischia di restare un miraggio: i senzatetto (e, in questa fase, anche chi li assiste). A lanciare l’allarme è Gianni Bonadè, responsabile dell’associazione piacentina “Ronda della Carità” e del rifugio Segadelli vicino alla stazione, un dormitorio che ogni sera mette un tetto sopra la testa di sette uomini senza fissa dimora (a turno tra i tanti richiedenti, a causa dei posti dimezzati per rispettare le norme anti-contagio).

“Stando all’ultimo censimento della Caritas – spiega Bonadè – nel nostro territorio ci sono circa 400 senzatetto, oltre a tutti gli irregolari che sfuggono ai conteggi ufficiali. Ecco, la maggior parte di queste persone non riesce ad accedere alla vaccinazione, sia per motivi tecnici che per una scarsa sensibilità sulla protezione di sé e della collettività. C’è chi vive in strada senza documenti, tantomeno la tessera sanitaria per poter prenotare l’iniezione, oppure chi ha una residenza d’ufficio senza un’abitazione reale, ma soffre d’alcolismo o altri problemi sociali”. Da qui, la richiesta di Bonadè di “aumentare l’attenzione su questa fascia di popolazione, magari affidandosi ai dormitori e alle associazioni per organizzare le vaccinazioni dei senzatetto”.

Il referente del rifugio Segadelli, inoltre, fa sapere che “gli operatori della struttura, una decina in totale, non sono ancora stati vaccinati, nonostante la comunicazione trasmessa all’Ausl. Si tratta di volontari che, ogni sera, entrano a contatto con le persone senza fissa dimora per ospitarle nel dormitorio”.

IL SERVIZIO DI THOMAS TRENCHI

© Copyright 2021 Editoriale Libertà