Al Milite Ignoto la cittadinanza di Piacenza: “Simbolo del sacrificio”

10 Maggio 2021

Piacenza ha conferito la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, un militare italiano – la cui identità resta sconosciuta – morto nella prima guerra mondiale e sepolto a Roma il 4 novembre del 1921 durante la Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate. Il via libera è arrivato oggi (10 maggio) in consiglio comunale. “Un riconoscimento di grande valore, attestato anche da altri comuni, come simbolo di identità nazionale – interviene il sindaco Patrizia Barbieri – che Piacenza deve sostenere con convinzione in qualità di città primogenita d’Italia. Non si tratta di un’iniziativa politica, ma di un’occasione per ricordare la tragedia della guerra, anche dal punto di vista storico”.

“Nel primo conflitto mondiale – ricorda Luigi Rabuffi (Piacenza in comune) – furono circa 50mila i piacentini arruolati, costretti perlopiù a morire maciullati. Il tribunale militare emise oltre 170mila condanne a carico dei soldati per casi di fucilazioni sul posto, e non solo. Mi astengo, per evitare qualsiasi strumentalizzazione ai danni del Milite Ignoto. Il confine da difendere è quello della tolleranza e del rispetto reciproco, un messaggio di pace contro le tensioni nazionaliste”.

“Il simbolo del Milite Ignoto ci deve far riflettere – commenta Giulia Piroli (Pd) – un mio parente ci raccontava i terribili momenti passati nella trincea, tanto che qualcuno preferiva spararsi da solo per ottenere il congedo e ritornare a casa. La prima guerra mondiale fu un conflitto inutile. La cittadinanza onoraria valga come un atto di pace, contro l’orrore a futura memoria, e non come un sentimento di nazionalismo”. Il lungo dibattito sul Milite Ignoto si divide dunque tra una visione di eroismo e un’altra di sacrificio. “Quel soldato di nessuno – dice Gian Carlo Migli (Fratelli d’Italia) – è diventato l’emblema del sacrificio e del valore di tutti i caduti per la nostra patria. Si commemora, dunque, anche l’orgoglio di appartenere all’esercito italiano”.

“Mio papà si arruolò a 17 anni – prende la parola Lorella Cappucciati (Lega) – eppure, così giovane, lo fece per amor di patria, e non per questioni ideologiche. Sia i soldati che i partigiani sacrificarono la vita per la collettività. In questo senso, la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto è un atto emozionante”.

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