Dodicenne bullizzato, la madre: “Altri genitori sapevano”

04 Giugno 2021

“Mio figlio è stato afferrato per il collo dal padre di uno dei ragazzini che lo avevano bullizzato, lo voleva spaventare perché non raccontasse cosa gli avevano fatto”. Lo racconta la madre del bambino che tre anni fa ha subito per mesi violenze agli interni degli spogliatoi di una società sportiva calcistica. L’ultimo episodio lo aveva visto uscire dagli spogliatoi coperto di sangue. Portato all’ospedale era stato medicato con otto giorni di prognosi. Improvvisatasi detective la mamma del bambino “bullizzato” ha custodito tutti i messaggi Whatsapp dei genitori dei compagni di squadra del figlio all’epoca in cui avvennero le violenze. “Anche gli altri genitori sapevano quello che stava succedendo” ha detto la madre “lo si capisce chiaramente dai messaggi che mi hanno inviato e anche l’allenatore era al corrente che qualcosa stava succedendo perché nei messaggi mi aveva scritto che certe cose non sarebbero più successe”. Poi la denuncia ai carabinieri per atti persecutori e il non luogo a procedere perché i minori di quattordici anni non sono imputabili.

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