Militari condannati, 150mila euro all’Arma. Pradella: “Giustizia fatta, si va avanti”

01 Luglio 2021

Ammonta a 150mila euro il risarcimento (provvisionale) riconosciuto all’Arma dei carabinieri, di cui 50mila solo a carico dell’appuntato Giuseppe Montella, (condannato a 12 anni), nella sentenza di oggi, 1 luglio, sul caso Levante, pronunciata, dopo due ore di camera di consiglio, dal Gup Fiammetta Modica. “Questo processo offende ancora prima delle vittime e cioè delle persone picchiate e arrestate illecitamente, anche la parte sana dell’Arma, che è la stragrande maggioranza, e che deve ritenersi soddisfatta di aver ricevuto, in questa sede, una giustizia anche risarcitoria” – sono le parole di Grazia Pradella, capo della Procura della Repubblica di Piacenza all’uscita dal Tribunale di Piacenza dove si è svolto il processo ai cinque carabinieri accusati, a vario titolo, di tortura, spaccio di droga, arresti illegali, abuso d’ufficio, falso, truffa. Queste le condanne: 12 anni di reclusione a Giuseppe Montella, 8 anni a Salvatore Cappellano, 6 anni a Giacomo Falanga, 4 anni al maresciallo Marco Orlando e 3 anni e 4 mesi a Daniele Spagnolo. L’accusa di tortura è rimasta a carico di Montella, Cappellano e Falanga e solo per uno dei due episodi contestati e che riguarda un giovane egiziano la cui aggressione in caserma, da parte dei militari, venne registrata in un’intercettazione. Accusa che è caduta per gli altri militari. Ora l’unica posizione processuale che resta da definire è quella del carabiniere Angelo Esposito, che ha scelto il rito ordinario. 

I cinque carabinieri della caserma di via Caccialupo, a Piacenza, erano stati arrestati il 22 luglio 2020 nell’ambito della maxi inchiesta della Guardia di finanza e della polizia locale, coordinata dai Pm Matteo Centini, Antonio Colonna e dal procuratore capo Grazia Pradella. “Giustizia è stata fatta oggi – aggiunge Pradella – ma le indagini vanno avanti. Il lavoro su questa operazione, che aveva portato al sequestro di un’intera caserma, non è ancora finito”.

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