Chiusura Fedex-Tnt, assemblea lavoratori: “Ok all’accordo dei sindacati”

01 Ottobre 2021

Si è conclusa, oggi 1° ottobre, con l’approvazione dell’accordo dell’unanimità dei presenti l’assemblea dei lavoratori di Alba srl, società che ha lasciato a casa i lavoratori dopo la chiusura, improvvisa, nel marzo scorso, dell’hub della logistica di Fedex/Tnt. L’assemblea è regolarmente iniziata alle 10.30 di oggi, venerdì 1 ottobre a Calendasco, nel capannone dedicato a “Rita Atria”, sede di “Libera”, nell’area industriale.
“Abbiamo avuto una partecipazione oltre le aspettative – commentano in una nota Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti al termine dell’assemblea – ed è stato un momento importante di democrazia vera, partecipato e sofferto, nel solco dei valori e della tradizione consolidata del sindacato confederale che mette tutti i lavoratori in grado di decidere e votare sulle scelte che li riguardano”.

“L’accordo arriva dopo una trattativa che è stata condotta alla luce del sole e presenta elementi importanti in termini economici, di ricollocamento e di formazione” – fanno sapere i sindacati. Tutti i lavoratori, anche chi oggi non ha partecipato all’assemblea di Calendasco, possono rivolgersi ai sindacati confederali per essere assistiti sui contenuti dell’accordo.

COSA PREVEDE L’ACCORDO- Incentivi economici che possono arrivare fino a 48.500 euro per lavoratore (nei casi di anzianità di servizio superiore ai 10 anni); la ricollocazione lavorativa nel territorio provinciale di Piacenza tramite corsi di formazione; e prospettive occupazionali per 51 persone in Fedex-Tnt nei siti di Bologna, Firenze, Ancona e, nel caso di apertura di Fedex-Tnt nella nostra provincia, assunzione prioritaria per i lavoratori licenziati e accesso alla Naspi. “Il nostro obiettivo fin da subito – hanno detto i sindacalisti in una conferenza stampa nei giorni scorsi – è stato quello di salvare l’hub piacentino. Purtroppo la scelta di chiudere il sito piacentino è stata ribadita in ogni sede, anche in prefettura, con fermezza, dall’azienda. Da quel momento abbiamo lavorato per alleviare la problematica: ci rendiamo conto che questo è un rimedio, non una soluzione”. L’azienda stanzierebbe 16 milioni di euro per questo piano. Il 31 ottobre scade il blocco dei licenziamenti e per ora non si parla di una proroga.

Immediata la replica del sindacato SiCobas che non ci sta e parla di “un chiaro buco nell’acqua”.

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