A Castel San Giovanni nasce l’Ospedale della donna. “Cure e diagnostica a 360 gradi”

13 Novembre 2021

Offrire una risposta completa ai problemi medici dell’universo femminile e liberare spazi nel polichirurgico di Piacenza. E’ il duplice obiettivo con cui nasce il nuovo Ospedale della donna di Castel San Giovanni: così l’Ausl presenta la riconversione del presidio sanitario in val Tidone, dove saranno trasferiti totalmente i reparti di Ginecologia e Senologia e dove sarà potenziato lo screening per il tumore alla mammella, che resterà comunque attivo anche a barriera Torino.

“Lo spostamento della chirurgia in ambito senologico e ginecologico in val Tidone porterà significativi vantaggi all’organizzazione del comparto operatorio dell’ospedale di Piacenza – conferma il direttore generale dell’Ausl Luca Baldino – aumentando la capacità di utilizzo delle sale, che è ancora condizionata dalle esigenze di differenziare i percorsi per l’emergenza Covid. Tra le ricadute positive in città, quindi, è previsto un incremento di tutta la chirurgia generale, in particolare per le patologie oncologiche, nonché per gli interventi programmati di traumatologia e ortopedia elettiva”.

Castel San Giovanni, quindi, diventerà la sede dell’Ospedale della donna, anche a fronte di un investimento di 150mila euro erogati dalla Regione per l’acquisto di nuove tecnologie. Stamattina, 13 novembre, il progetto è stato presentato alla presenza dell’assessore alla salute dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini, del sindaco di Piacenza e presidente della Provincia Patrizia Barbieri e del primo cittadino di Castel San Giovanni e presidente della conferenza sociosanitaria Lucia Fontana.

In val Tidone si punta ad aprire un nuovo ambulatorio di diagnostica e a concentrare anche la presa in carico delle pazienti con disturbi post-menopausa. Grazie al contributo della Medicina riabilitativa, potrà essere sviluppato il trattamento della sindrome genito-urinaria. Inoltre, saranno sviluppate attività dedicate alla riabilitazione del pavimento pelvico, alla cura delle infezioni urinarie, al recupero del benessere fisico dopo il parto e un’attenzione alla fertilità nella disabilità grave.

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