In viale Malta il marciapiede della povertà: “Già soccorsi 50 profughi pakistani”

02 Marzo 2022

È il marciapiede della povertà quello in viale Malta, davanti alla questura di Piacenza. Una striscia di asfalto tra il cancello e la carreggiata, dove diversi immigrati trascorrono la notte – rannicchiati in coperte rabberciate, come già segnalato in passato – o attendono a lungo, in coda, di poter entrare negli uffici per presentare la richiesta di asilo in Italia. “Arrivano quasi tutti dal Pakistan, attraverso la rotta balcanica o in viaggio dalla Turchia alla Puglia”, spiega Valeriano Scassa, referente locale del “Grande colibrì”. “Il nostro gruppo, con cinque operatori in città, è attivo proprio nel sostegno ai profughi in situazione di difficoltà”.

“SERVE AIUTO A UN DIABETICO” – Tra loro, di fronte alla questura di Piacenza, c’è anche “un pachistano malato di diabete, classe 1977, che entrerà in una struttura di accoglienza solo a partire dal 28 marzo, tra oltre venti giorni. Nel frattempo – rileva dunque l’associazione – il ragazzo resterà senza un tetto sopra la testa, in una condizione di marginalità. Non a caso, il pachistano ha minacciato lo sciopero della fame”. Ecco perché i volontari hanno aperto un indirizzo email per raccogliere offerte di aiuto all’immigrato: [email protected].

“ASSISTENZA A 50 PROFUGHI” – Ma questo è solo uno dei “casi di fragilità sociale” sul marciapiede di viale Malta. “Con il nostro gruppo, da novembre ad oggi – sottolinea Scassa – abbiamo soccorso circa 50 richiedenti asilo in attesa di una nuova vita davanti alla questura di Piacenza, attraverso forme di supporto per comunicare con gli uffici, accedere alle visite mediche, vaccinarsi o, più semplicemente, scaldarsi durante la notte”. I volontari del “Grande colibrì” intervengono in collaborazione con la comunità “Papa Giovanni XXIII”.

IL SERVIZIO DI THOMAS TRENCHI:

© Copyright 2022 Editoriale Libertà