Dopo 828 giorni e 150mila interventi domani sarà l’ultimo giorno delle Usca

29 Giugno 2022

Nei mesi più difficili e complessi dell’ondata pandemica che ha stravolto le nostre vite, a tutela della salute di migliaia di cittadini sono intervenute le unità speciali di continuità assistenziale. Conosciute ai più come Usca, una vera e propria prima linea contro il nemico invisibile, a tutela innanzitutto dei pazienti e poi delle funzionalità dell’ospedale. Una prima linea a sostegno anche dei medici di famiglia che prima dell’istituzione delle Usca erano soli a fronteggiare l’emergenza.

Con 150mila interventi nella valigetta, è stato anche grazie alle unità speciali di continuità assistenziale dell’Ausl se la tragedia che scoppiò a fine febbraio 2020 non ha fatto danni ancor più irreparabili. Domani, alla Centrale Covid 19, allestita da settembre 2020 in via Monte Carevolo, alle spalle del 118 di Piacenza, sarà però l’ultimo turno. I contratti delle Usca non saranno più prorogabili, pur se questa scadenza coincide con una stagione ancora, purtroppo, segnata dal virus e dai contagi, e le richieste di intervento quasi raddoppiate in sette giorni (passando da 99 a 186) .

Nelle settimane che seguiranno alla Centrale afferiranno gli infermieri incaricati dei tamponi a domicilio, ma le Usca – unità composte da un medico e da un infermiere – in attività a Piacenza dal 23 marzo 2020, no, non ci saranno. E’ la normativa nazionale ad averlo previsto, una fine annunciata. Il Dipartimento delle cure primarie dell’Ausl di Piacenza con i medici Anna Maria Andena, Gaetano Cosentino, Paola Camia e Sofia Bacciu, si è dedicato tra i primi in Italia allo sviluppo di questa modalità di intervento. A cui dovrebbero seguire, più avanti, le Uca (unità di continuità assistenziale), Covid e non Covid, ma per ora di concreto non c’è ancora nulla. Se non la scadenza delle Unità speciali domani, 30 giugno, e un virus che spunta ancora infido nei bollettini dei contagi e nelle case dei piacentini, e che stenta a mollare la presa.

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