Ozono nell’aria, Piacenza è da bollino rosso. Da inizio anno già 70 sforamenti

16 Agosto 2022

D’inverno le polveri sottili, d’estate l’ozono. Purtroppo, non è una novità. Nella nostra provincia e in tutta la pianura padana la qualità dell’aria è scarsa. Per l’intero mese di agosto la stazione di monitoraggio di Arpae collocata a Montecucco ha indicato sforamenti inerenti la quantità di ozono nell’aria che respiriamo.

Dal primo gennaio di quest’anno gli sforamenti evidenziati dalla centralina di Arpae sono già 70; quando secondo la normativa non dovrebbero superare quota 25 all’anno come media su 3 anni. Non vanno meglio le rilevazioni delle altre centraline collocate sul nostro territorio. A Besenzone sono già stati indicati 63 sforamenti. A Lugagnano 60.

Ritornando in città occorre sottolineare che l’Unione europea ha fissato a 15 microgrammi al metro cubo il limite oltre il quale la qualità dell’aria viene classificata come “poor”, ovvero “scarsa”, soglia che Piacenza supera in maniera decisa facendo registrare 20,9.

Piacenza risulta fra le poche città europee a essere certificata con il bollino rosso, che indica qualità molto scarsa, per quanto concerne l’esposizione ad alta concentrazione di ozono. Un fattore che contribuisce a causare diversi danni al sistema respiratorio, problematiche cardiovascolari effetti irritativi alle mucose oculari e alle prime vie aeree.

Una situazione grave che si può tranquillamente definire endemica quando si parla di pianura padana, dove si assiste a una continua alternanza tra l’elevata esposizione alle polveri sottili in inverno e all’ozono in estate, andando a creare un quadro insostenibile per la vita dei cittadini.

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