Il campanile della chiesa di Cotrebbia torna allo splendore del 1920

03 Ottobre 2022

Fotoservizio Massimo Bersani

Come con una ideale macchina del tempo, ecco come doveva apparire il campanile della chiesa di Cotrebbia quando venne inaugurato nel 1920. Non il degradato “cilindro” di cemento grigiastro e scrostato che tutti hanno conosciuto negli ultimi decenni, bensì un’elegante torre dai colore chiari.
Così, il campanile di Cotrebbia – piccola frazione di Calendasco tra il Po e il Trebbia – ha festeggiato ieri il “ritorno” della sua torre dopo sette mesi di lavori di restauro per 300mila euro finanziati in massima parte dal “bonus facciate”, dalla Curia, dal Comune e da un donatore privato.
Quella di domenica non è stato un semplice taglio di nastro, ma una vera festa di paese raccolta attorno alla sua chiesa. Così, spazio anche alla musica e agli stand gastronomici dell’associazione “A Cotrebbia fum festa” ma anche a visite guidate sulla storia di Cotrebbia e sul recupero del Campanile grazie a Cool Tour e alla giovane del paese Alice Prati che, studentessa di Arte all’Università di Parma, ha raccolto il materiale storico anche grazie alle vecchie cartoline del collezionista Gianni Beghi e alla testimonianza del 1914 della maestra Elvira Bongiorni nel suo libretto “Uno sguardo a Cotrebbia Nuova”.
Parte del materiale è finito anche su due grossi pannelli illustrativi appesi alla recinzione dell’area parrocchiale, con foto dell’attività di restauro.
Oltre alla tinteggiatura, al recupero di pezzi caduti negli anni o all’irrobustimento delle guglie superiori – come spiegano l’architetto Filippo Armani e il restauratore Luca Pancera – l’intervento è servito anche a recuperare l’orologio fermo da tempo: i numeri sul quadrante in marmo di Carrara erano ormai illeggibili e anche il meccanismo interno era bloccato. Oggi è tornato funzionante. Il ricavato della giornata, invece, servirà a finanziare l’impianto parafulmine per evitare che il campanile venga danneggiato.

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