Violenza sulle donne, casi in crescita del 30%: “Servono operatori formati”

15 Aprile 2024 18:41

“A Piacenza abbiamo registrato un aumento del 30 per cento dei casi di violenza seguiti che mediamente si aggiravano sui 300”. Oggi sono quasi 400.

Parte da qui Donatella Scardi, presidente del Centro antiviolenza di Piacenza e fra le relatrici del convegno “La violenza non è conflitto” organizzato da New Voices Distretto 108IB3 Italia in collaborazione con Confcommercio Piacenza, Lions International e Centro antiviolenza di Piacenza.

PROFESSIONALITÀ A CONFRONTO

Il convegno, aperto dai saluti dell’assessora Nicoletta Corvi e della referente distrettuale New Voices Nadia Bragalini, ha messo a confronto le giudici del tribunale di Piacenza Laura Ventriglia e Maria Chiara Vanini, l’assistente sociale privata e operatrice antiviolenza Chiara Dominici, l’avvocata e vicepresidente del Centro antiviolenza di Genova “Per non subire violenza” Sabina Castagnetta e appunto Scardi.

A coordinare il dibattito è stata la direttrice di Telelibertà e Liberta.it Nicoletta Bracchi.

CONFLITTO E VIOLENZA: VIETATO CONFONDERLE

“Nella conflittualità le posizioni sono paritarie – spiega Vanini – diversamente nel caso della violenza c’è una parte che è vittima in una situazione di manipolazione e abuso dell’altra parte. Per questo è bene scindere le due situazioni”.

Dello stesso avviso anche la collega Ventriglia: “Noi abbiamo ripercorso le principali novità della riforma Cartabia soprattutto nei procedimenti in cui vengono allegate condotte di violenza domestica e di genere – sottolinea – cercando di porre l’attenzione sui rilevanti poteri attribuiti al giudice nell’ottica di riuscire a intervenire in maniera tempestiva”.

L’APPELLO DEL CENTRO ANTIVIOLENZA DI PIACENZA

“Mi rivolgo soprattutto ai giovani – spiega Scardi – non bisogna abbassare la guardia perché è un attimo poter tornare indietro. È importantissimo organizzare convegni e iniziative, ma lo è altrettanto non dare per scontato valori che vanno coltivati. Si può tornare indietro in un attimo e le generazioni più giovani sono anche quelle maggiormente a rischio”.

FORMAZIONE DEGLI OPERATORI

“Non abbiamo bisogno di operatori sensibili, ma di operatori formati – sottolinea Castagnetta – persone che conoscano le metodologie di lavoro dei centri antiviolenza che svolgono un’attività fondamentale.

AL CENTRO DONNE E MINORI

“Gli effetti sui minori sono importanti perché la violenza lascia dei segni sui nostri ragazzi – sottolinea Dominici – la responsabilità grande è quella di proteggere i nostri bambini e riconoscere la violenza laddove essa sussiste”.

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