Cibus, “record di pubblico e ritorno alla normalità”. Trenta espositori piacentini

03 Settembre 2021

“Avanti con la sostenibilità ma le istituzioni facciano la loro parte”. E’ il presidente di Federalimentare Giovani, l’imprenditore piacentino Alessandro Squeri,  a sostenerlo nel suo intervento al Cibus di Parma, il salone internazionale dell’alimentazione giunto alla 20esima edizione, che si conclude oggi.

Squeri, spiegando la ripartenza – anche se in realtà il comparto alimentare non si è mai fermato – ha sottolineato “il risultato storico in termini di esportazioni agroalimentari Made in Italy con un incremento del 23% e con una proiezione in valore su base annuale stimata in 50 miliardi nel 2021”.

E La sostenibilità diventa focale nell’asset dell’industria alimentare. Per questo motivo, secondo Squeri, l’obiettivo è quello di “sensibilizzare i giovani imprenditori come parte attiva di un nuovo processo industriale, attraverso il quale si potrà costruire il presente e il futuro dell’Italia che non può prescindere da un coinvolgimento delle Istituzioni. A loro è affidato il compito di investire i fondi del Pnrr verso i settori ritenuti strategici, come l’ammodernamento e il supporto logistico delle reti ferroviarie per il trasporto merci”.

Presenti al Cibus una trentina di espositori piacentini tra aziende e associazioni, per promuovere il turismo enogastronomico nella nostra provincia e “per dare un segnale forte di ripartenza e di rilancio delle esportazioni – ha spiegato il presidente del Consorzio Piacenza Alimentare, Emanuele Pisaroni – dimostrando la volontà di continuare ad innovare e conquistare nuovi mercati”.

La fiera è partita martedì scorso facendo registrare un grande successo in termini di pubblico, nel segno del ritorno alla normalità, riaffermando il primato dell’alimentare italiano che anche durante i difficili mesi della pandemia ha dimostrato una grande capacità di tenuta. Grazie alla preferenza che gli italiani, durante i mesi di pandemia,  hanno riservato ai prodotti di casa nostra, secondo i dati Coldiretti la spesa dei prodotti legati alle tradizioni alimentari regionali è cresciuta del 6,4% . Non solo. Sempre secondo i dati Coldiretti, circa 30 milioni di italiani hanno fatto la spesa presso un’azienda agricola o un mercato contadino almeno una volta al mese, mentre continua ad essere record per il biologico, che ha toccato i 3,3 miliardi di euro di consumi nel 2020.

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