Intervista a Alessandro De Santis, vicepresidente River Volley e CdA Piacenza Calcio

18 Maggio 2022

 

Il River Volley 2001 sta monopolizzando i campionati giovanili del volley femminile. Dopo aver conquistato il titolo provinciale nella categoria under 13, la società rivergarese ha aggiunto anche i titoli provinciali nella categoria under 14 e under 16,
quest’ultimo ottenuto sabato scorso. E non è finita, dal momento che venerdì sera il River Volley affronterà l’Emmezeta Max Moto nella finale (andata) promozione per salire in serie C.
L’artefice di questi successi è il presidente Sergio Tiboni, coadiuvato da colui che nell’arco di pochi anni ha reso possibile tutti questi successi: Alessandro De
Santis.
De Santis è un giovane imprenditore rivergarese, amministratore delegato ed unico proprietario dell’azienda Decalacque, ma è anche uomo di sport: nel River Volley impegnato nel ruolo di vicepresidente e responsabile marketing e comunicazione;
nel Piacenza Calcio presente nel consiglio d’amministrazione.
Volley e calcio: De Santis ha una preferenza per una disciplina rispetto all’altra?
«Per 17 anni ho giocato a calcio nei dilettanti iniziando nel River Club nei primi anni ‘90 e proseguendo poi nella Besurica e nella Garibaldina e in qualche altra società. Quindi, sono più vicino al calcio per averlo praticato ma devo ammettere che anche il volley
mi appassiona. Inoltre, in famiglia mi hanno accontentato: mio figlio Riccardo di 9 anni gioca a calcio nei piccoli del Piacenza, mentre mia figlia Carlotta di 12 anni gioca a volley nella under 13 del River, che quest’anno ha vinto il titolo provinciale».
Il River Volley si è aggiudicato addirittura tre titoli provinciali. Qual è il segreto di questi successi?
«Nessun segreto. Sono il risultato del lavoro svolto da un gruppo di persone che interagiscono tra loro attraverso un organigramma ben strutturato. Ognuno riveste un ruolo, sulla base delle proprie competenze, con l’obiettivo comune di organizzare
al meglio tutte le attività e di migliorare le performance delle squadre. Poi c’è l’aspetto tecnico, che ovviamente è affidato in prima persona agli allenatori, ma anche in questo ci muoviamo come un’unica squadra di lavoro».
Quanto conta la tradizione appartenente a questa gloriosa società nel progetto, non solo sportivo, che state sviluppando?
«Direi che conta tantissimo e per questo saremo sempre riconoscenti al presidente Oreste Riscazzi per quanto ha fatto nel passato. Il River Volley vanta una magnifica storicità sportiva ed è nostra intenzione proseguire su questo percorso tracciato tanti
anni fa. Dopo due anni di pandemia non è stato facile riprendere le attività, perché i danni ci sono stati, e mi riferisco al mondo dello sport in generale. Però andiamo avanti, con l’entusiasmo di sempre, decisi a raggiungere i nostri obiettivi».
E nel vostro caso, quali sono?
«Quello principale è legato al progetto “scuola e minivolley” perché rappresenta da sempre il punto di partenza di questa società e coincide con il nostro. Abbiamo
un vivaio di oltre 40 bambine, che sono tantissime per un paese di provincia come Rivergaro. Ed i nostri sforzi, anche economici, hanno al primo posto proprio questa progettualità perché teniamo in grande considerazione la crescita, e non solo sportiva, dei nostri giovani. Un ulteriore obiettivo è legato al progetto “Plastic free”, ovvero nel cercare di andare a ridurre o eliminare le bottiglie di plastica dal campi e dai palazzetti a fronte di impianti di depurazione e borracce dedicate agli atleti. Un progetto che stiamo esportando anche in altre regioni d’Italia».

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