Piacenza

Calcio dilettanti, norme anti violenza: sanzioni fino a 12mila euro per i “cattivi”

25 agosto 2016

Il momento dell'aggressione all'arbitro

Il momento dell’aggressione all’arbitro

Dopo una stagione purtroppo costellata da tanti, troppi, episodi di violenza con gli ufficiali di gara finiti nel mirino di calciatori e dirigenti, ecco la controffensiva federale. Sanzioni pecuniarie nei confronti delle società i cui tesserati si renderanno protagonisti di episodi di violenza. Più nel dettaglio, le multe saranno calcolate sulla base di una tabella che riporta il costo medio a partita, tenendo conto degli oneri per la direzione arbitrale, moltiplicato per il numero di partite casalinghe.

Una sanzione che scatterà in alcuni casi ben disciplinati dalla normativa federale. Tali sanzioni partiranno automaticamente nel caso in cui un giocatore singolo raggiunga le 8 giornate di squalifica o un calciatore o un allenatore raggiungano i 4 mesi di castigo, oppure cumulativamente calciatori e allenatori raggiungano gli otto mesi di squalifica. Quattro mesi è il tetto per il quale scatterà l’ammenda anche in caso di squalifica di un dirigente o di un socio del club. Quali quindi i costi che potrebbero piovere sulle tasche della società?

Per una società di serie D, si tratterebbe di moltiplicare ben 700 euro per 17 gare interne per un totale di 12mila euro. In Eccellenza, 210 euro per singola partita casalinga: si potrebbero raggiungere sanzioni record di 3.600 euro. Cifre simili in Promozione, mentre per la Prima Categoria si scende a 70 euro per ognuna delle 14 gare interne: il fardello sfiorerebbe i 1000 euro. Di poco inferiori le cifre per i club di Seconda e Terza Categoria.

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