Bagai, cioccolato “made in Piacenza”

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In soli tre anni sono passati da un garage, a una struttura condivisa con un collega e finalmente a un loro laboratorio in via Balestrazzi. Ma soprattutto si sono costruiti, nel loro piccolo, un nome e una virtuosa solidità strutturale. Altroché Bagai, che in alcuni dialetti significa bambini! Il sogno di Marcello Guglielmetti, Alberto Rubini e Giulia Foppiani è già adulto e assomiglia sempre più a un’ardita impresa in via di realizzazione. Oggi sono una quarantina i negozi che hanno in vendita i prodotti di Bagai, tra gli altri Amendolara, Montanari e Serafini. Non solo le deliziose tavolette ma anche una sorprendente crema in barattolo chiamata “la Enrico”. E qui lasciatemi un piccolo merito, dopo il primo articolo che ho dedicato circa un anno fa a questa giovane realtà, si è presentato da Marcello e Alberto un entusiasta ottuagenario che ha detto loro: “Sentite ragazzi, io ho circa 700 piante di nocciole in Val Trebbia, vicino alle cascate del Perino, perché non proviamo a fare qualcosa assieme”? Detto fatto, in pochi mesi la joint-venture si è concretizzata con un prodotto talmente apprezzato che da qualche giorno è in vendita anche da Eataly. Nel frattempo i due giovani artigiani imprenditori, autofinanziandosi, hanno acquistato in macchinari per il loro nuovo laboratorio. Tra i loro clienti ci sono anche parecchi ristoratori piacentini (Fratelli Pavesi, Faccini, Il Voltone) che acquistano il cioccolato creato appositamente per pasticceria e disponibile anche in grandi sac a poche. Tra le prime a credere nelle loro potenzialità la geniale pastry chef della Locanda del Falco, Yurika Koeda, che con il cioccolato del Bagai ha realizzato una strepitosa evoluzione della zuppa inglese. Ma anche Stefano Chieregato (di Chiere) ha stretto una costruttiva collaborazione con la piccola azienda piacentina. Altri due fronti sui quali lavorano Marcello e Alberto sono le piccole stecche per la guarnitura delle brioches e la realizzazione del pain au chocolat; e i panettoni. Un grande pasticcere come il bresciano Italo Vezzoli ha scelto le gocce di cioccolato del Bagai per la propria produzione (destinata ad alcuni tra i più importanti ristoranti del Nord Italia) mettendo non poco sotto pressione i due titolari con una richiesta iniziale di ben 300 chili di prodotto. L’ultima creazione di Bagai si chiama “l’uovo di Colombo” ed è ovviamente un ovetto di cioccolato e che verrà lanciato in prossimità della Pasqua 2022 ma con l’intenzione di commercializzarlo per tutto l’anno. Si chiama così perché, così come – secondo la leggenda – il condottiero genovese praticò una piccola ammaccatura alla base di un nuovo per farlo rimanere in piedi e vincere una scommessa con un gruppo di scettici gentiluomini spagnoli, i due cioccolatieri di Bagai hanno appiattito la base del loro uovo con le stesse finalità. Insomma questi “Bagai” crescono davvero bene.

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