Tortelli dolci alla piacentina: non solo per Sant’Antonio!

 

Alzi la mano chi non conosce i tortelli dolci alla piacentina, conosciuti anche come tortelli di Sant’Antonio, proprio perché si preparavano in occasione dei festeggiamenti del santo protettore degli animali, ricorrenza che si celebra nel mese di gennaio.

Pare che la ricetta di origine tardo-medioevale, fosse nata come preparazione di recupero di prodotti molti consumati nel periodo natalizio, come gli amaretti friabili e la mostarda di frutta mista.

I tortelli dolci sono un must della tradizione culinaria piacentina, tanto da essersi guadagnati un posto d’onore anche tra le leccornie di Carnevale e nelle località della Val d’Arda, la loro realizzazione prosegue fino alla festa di un altro santo celebrato in marzo, San Giuseppe.

La particolarità di questi tortelli è che solitamente vengono fritti, in questo caso prendono il nome di turtlitt ma in alcune zone della provincia si cuociono in forno, così come nella ricetta che ho preparato per voi. Chiarito l’aspetto legato al tipo di cottura, non resta che approfondire il dilemma del ripieno. Se vi state chiedendo se si usano i fagioli nel ripieno, la risposta è affermativa. C’è stato un tempo in cui l’uso dei fagioli in un dolce destavano non poche smorfie ma oggi non è più così, dipende però dai fagioli, non tutti sono adatti.

Originariamente infatti si usavano gli autoctoni fagioli dell’occhio, che dopo la scoperta dell’America vennero sostituiti dai fagioli borlotti, meno apprezzati, tanto che a loro volta vennero soppiantati dalle castagne. A un certo punto si sono abbandonati i legumi e il ripieno ha iniziato la sua metamorfosi. Infatti l’aggiunta di altra frutta secca come pinoli o noci, la sostituzione del cioccolato con il cacao, l’aggiunta della confettura di prugne sono tutte rivisitazioni più contemporanee. Pensate che ne esiste anche una versione con le mele!

Nel territorio ormai da tempo circolano tante e diverse versioni ma se volete fare riferimento a una ricetta più legata alle sue radici, vi ricordò che nel 2007 i tortelli dolci hanno ottenuto il marchio De.Co. dal comune di Piacenza, riconoscimento assegnato a tutela del patrimonio e dell’identità piacentina. Qui il link per maggiori informazioni.

 

Piccola curiosità

Il dialetto piacentino sanciva la differenza tra tortelli dolci fritti e tortelli con la coda, chiamandoli diversamente, turtlitt e turtei.

 

La ricetta per voi: tortelli dolci (a modo mio)

Quella che vi propongo è la mia versione della  ricetta originale, più simile a quella che mi è stata tramandata sul famoso taccuino delle ricette di famiglia. Non sono fritti e pur mantenendo un ripieno abbastanza compatto, dopo la cottura  risulta più umido, avendo utilizzato una quantità maggiore di confettura. Siete pronti per iniziare?

 

Ingredienti Quantità
Per la pasta frolla
Farina bianca tipo 00 g 500
Burro g 100
Zucchero g 100
Uova medie n. 2
Scorza di limone grattugiata n. 1
Vino bianco secco ml 100
Sale fino un pizzico
Per il ripieno
Confettura di prugne g 350
Castagne precotte g 50
Cacao amaro in polvere g 10
Amaretti g 80
Mostarda di frutta mista g 50
Rum bianco g 20

Procedimento

Preparare la pasta tipo frolla a mano o in planetaria.

Lavorare velocemente la farina con il burro fuso, la scorza di limone, lo zucchero, le uova, il vino e il sale. Riporre l’impasto in frigorifero per 30 minuti circa.

Preparare il ripieno. Tritare separatamente castagne, amaretti e mostarda.

In una ciotola riunire tutti gli ingredienti e amalgamarli, aggiungendo anche il cacao e il rum.

Far riposare il ripieno in frigorifero per 30 minuti.

Stendere la pasta poco per volta realizzando delle strisce lunghe 25 cm e larghe 8 cm.

Farcirle con il ripieno mantenendo la distanza necessaria a usare l’apposito stampo a mezza luna.

Chiudere la sfoglia di pasta, dal lato della larghezza e realizzare i tortelli dolci con lo stampo.

Sistemarli in modo ordinato sulla placca con carta forno e cuocere a 180º C per circa 25 minuti.

Servire a piacere con un buon bicchiere di vino bianco.

 

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