Switch, Switch OLED e Switch Lite: quali sono le differenze tra le tre console Nintendo?

Di Andrea Peroni 06 Agosto 2022

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Se siete finiti qui, significa che siete confusi circa il vostro prossimo acquisto. Del resto comprendiamo il caos, è difficile barcamenarsi nella scelta di una tra Switch, Switch Lite e Switch OLED. Le tre console di Nintendo condividono numerose caratteristiche essendo parte della stessa famiglia, eppure tra loro si nascondono alcune differente più o meno evidenti che occorrono essere evidenziate.

Innanzitutto, partiamo col dare una risposta a una precisa domanda: “perché acquistare Nintendo Switch nel 2022?” La console dell’azienda di Kyoto ha superato da un po’ di tempo il suo quinto anniversario, ed è inutile dire che, per la sua natura di console ibrida che fonde una piattaforma casalinga con una handheld, non può certo rivaleggiare con le prestazioni hardware di console come PlayStation 5 e Xbox Series X. Il vero punto forte di Switch risiede però nelle sue imperdibili esclusive, tra le cui fila troviamo capolavori del calibro di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Super Mario Odyssey, Super Smash Bros. Ultimate e Monster Hunter Rise. Nei prossimi mesi sono poi in arrivo altri imperdibili videogiochi, tra i quali si segnalano Bayonetta 3, Metroid Prime 4, Mario + Rabbids: Sparks of Hope e il sequel di Breath of the Wild. La console ha poi subito un price drop al momento dell’uscita di Switch OLED lo scorso anno, e inoltre i problemi incontrati da Sony e Microsoft nella produzione delle loro nuove piattaforme non stanno, almeno per il momento, intaccando Nintendo. Potrebbe dunque essere il momento perfetto per acquistare Switch, console che peraltro si abbina in modo ottimale all’estate e alle serate in compagnia degli amici.

Ma quale dei tre modelli si adatta meglio alle vostre esigenze?

 

Partiamo dal modello più vecchio, in senso lato, dell’intera famiglia di console: Nintendo Switch. Lanciata nel 2017, Switch modello base è una console ibrida (fruibile cioè sia in portatile che su televisore, attraverso un’apposita dock station compresa nel prezzo), dotata di una RAM di 4 GB, CPU Quattro core ARM Cortex A57, architettura NVIDIA Tegra X1, schermo LCD IPS da 6,2 pollici (risoluzione massima 1280×720 pixel) e una memoria interna da 32 GB espandibile tramite Micro SD. Le prestazioni variano ovviamente a seconda dell’utilizzo della console. In modalità handheld, la massima risoluzione di Switch è 1280×720 pixel, con una durata della batteria variabile tra 2 e 6 ore di utilizzo, che aumenta fino a 1080p se utilizzata come console casalinga. Naturalmente, però, la risoluzione e le prestazioni variano da titolo a titolo, specie a causa delle limitazioni hardware nei confronti della concorrenza.

Nintendo ha negli ultimi anni iniziato a proporre diversi videogiochi attraverso la riproduzione in cloud gaming, ma i servizi sono molto lontani dalla perfezione. All’inizio dell’anno, ad esempio, Square Enix ha rilanciato l’intera serie di Kingdom Hearts sull’ammiraglia della grande N in versione cloud, evidenziando però enormi problemi nella tenuta dei server e nell’input lag, che si riflettono ovviamente su un peggioramento dell’esperienza. Diciamo che al momento Switch, nonostante gli sforzi, non è ancora una console particolarmente indicata se state cercando le grandi produzioni multipiattaforma, mentre è perfetta per le fenomenali esclusive che propone l’azienda. In modalità casalinga si possono poi sfruttare appieno le potenzialità dei controller JoyCon, un’evoluzione del Wiimote di Nintendo Wii con giroscopio, accelerometro e tecnologia HD Rumble, una nuova esperienza tattile di vibrazione che riesce anche a simulare il differente peso di un oggetto. I controller vengono semplicemente rimossi dalla console, e grazie a questa trovata possono coinvolgere fino a due giocatori, ognuno dei quali impugna un JoyCon. La console, attualmente, ha un prezzo solitamente compreso tra 269€ e 299€.

 

Nel 2019 è poi arrivata Nintendo Switch Lite, una console stavolta interamente votata al portatile che ha di fatto preso il posto del piccolo 3DS, ormai prossimo alla meritata pensione in quel momento. Le caratteristiche tecniche di Switch Lite sono sostanzialmente le stesse del modello base (i giochi sono compatibili), con però alcune importanti differenze a livello concettuale. Se Switch nasce infatti come console ibrida che vuole fondere l’esperienza di una console casalinga con quella di una console portatile, Switch Lite abbandona la sua filosofia originale e si trasforma in un hardware esclusivamente handheld. Ne risentono il prezzo (tra 190 e 200 euro) e ovviamente anche le caratteristiche. I JoyCon, ad esempio, non sono estraibili, facendo parte dell’intero corpo della console. Lo schermo, così come l’intera console, diventa leggermente più piccolo (5,5 pollici), per meglio abbracciare la filosofia portatile, e viene inoltre abbandonato il cavalletto posteriore. La dock station, naturalmente, è assente e incompatibile.

Si tratta del modello più economico della famiglia di hardware Switch, ma anche quello con le maggiori limitazioni (batteria dalle 3 alle 7 ore di autonomia) e, di rimbalzo, l’esperienza più povera. Non potendo adoperare i JoyCon nella loro interezza, varie chicche vengono perdute, come nel caso della riedizione di Super Mario Galaxy all’interno della collection 3D All-Stars del 2020, o ancora Ring Fit Adventure che richiede forzatamente l’acquisto di due JoyCon separabili. Se però siete orfani di Nintendo 3DS e cercate un modo economico per giocare ai vari Pokémon, Zelda e chi più ne ha più ne metta, senza andare per forza in cerca della miglior esperienza possibile, Switch Lite rappresenta un ottimo compromesso adatto a tutti.

 

Switch OLED è invece la più giovane tra le piattaforme Nintendo. Compatibile con tutti i giochi della famiglia Switch, la console in questione è stata lanciata alla fine del 2021 a un prezzo di 350€ circa, e rappresenta un discreto upgrade delle prestazioni del modello base. Switch OLED mantiene la caratteristica di console ibrida (dock station nuovamente inclusa nell’acquisto), i suoi JoyCon sono separabili e torna il cavalletto posteriore, stavolta reso leggermente più grande per favorire una maggior stabilità. Le caratteristiche hardware hanno inoltre subito alcuni miglioramenti. Lo schermo, ad esempio, diventa più grande (7 pollici), è dotato di una pellicola anti-dispersione incorporata, ed è stavolta di tipo OLED RGB, con quindi una notevole migliore resa dell’immagine e dei colori – di seguito potete visionare un video confronto realizzato da IGN lo scorso anno.

Per quanto riguarda le altre caratteristiche, Switch OLED è dotata di una memoria interna di 64 GB (il doppio rispetto al modello base), possiede funzionalità audio avanzate che migliorano l’esperienza, la durata della batteria è compresa tra 4,5 e 9 ore in modalità portatile, e nella dock station è stata inoltre inclusa anche una porta LAN per la connettività, a discapito di un ingresso USB rimosso. In modalità home console, inoltre, la console supporta un framerate di 60fps e una risoluzione fino al 4k UHD, anche se occorre ammettere che non si tratta di una risoluzione nativa viste le limitazioni hardware. Come è ovvio che sia, Switch OLED rappresenta attualmente la console più performante, e costosa, dell’intera famiglia delle piattaforme Nintendo, oltre che quella che garantisce la miglior qualità nella fruizione dei videogiochi, specie in versione portatile.

 

 

 

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