Il 2023 deve essere l’anno di Xbox, senza se e senza ma

Di Andrea Peroni 09 Gennaio 2023

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Ormai da troppo tempo, ogni anno deve essere quello del grande rilancio di Xbox. Il 2023, senza dubbio, deve esserlo, senza se e senza ma. La divisione gaming di Microsoft, sempre impegnata nell’infinito bailamme dell’acquisizione di Activision Blizzard King che la vede ora scontrarsi con la potente Federal Trade Commission americana, è chiamata a proiettare in alto il suo Xbox Game Pass, per recuperare quel terreno perduto che sembra essere ora alla portata di mano grazie ai pezzi da novanta in uscita.

La strategia di Redmond, da alcuni anni a questa parte, è chiarissima: spingere quanto basta sull’hardware, e concentrarsi notevolmente sui servizi, Xbox Game Pass in primis. L’abbonamento di Microsoft mette a disposizione di tutti i suoi iscritti una libreria ricchissima di videogiochi, con inclusi alcuni grandissimi nomi – basti pensare alla serie Halo, Sea of Thieves, Forza, Ark e Flight Simulator – a un costo praticamente irrisorio, anche se destinato ad aumentare leggermente nel prossimo futuro. L’inflazione, la stessa che ha spinto Sony e altre aziende ad aumentare i propri prezzi, continua a far sentire la propria influenza, ma non è l’unico fattore che costringerà Xbox a rivedere il suo listino. Nel mezzo dei documenti inviati alle agenzie antitrust di tutto il mondo, i legali di Redmond hanno infatti specificato che il Game Pass non ha finora rispettato le aspettative (25 milioni di abbonati attuali contro i 35 inizialmente preventivati nel 2022), e Phil Spencer deve correre ai ripari. La prima mossa? Infarcire la libreria di produzioni imperdibili e soprattutto dare ai giocatori vantaggi tangibili rispetto alle altre piattaforme.

Sono già 36 i videogiochi confermati per un lancio in contemporanea al day one su Game Pass, tra cui tante produzioni multipiattaforma come ad esempio Monster Hunter Rise di Capcom, i curiosi indie Inkulinati e Replaced, l’atteso Atomic Heart che sollazzerà i nostalgici di BioShock, e l’immenso Hollow Knight: Silksong, sequel del roguelike che ha stregato tutti i giocatori nel 2017.

Oltre ai third party, l’offerta di Xbox riguarda anche i suoi personalissimi studi, che dopo anni sembrano aver finalmente ingranato la marcia per agire a pieno regime. Se l’attesa per Avowed e Fable sarà ancora lunga, per non parlare dello scomparso Everwild di Rare, il 2023 sarà l’anno di Redfall di Arkane, Stalker 2, Forza Motorsport, del ritorno di Age of Mythology e soprattutto del debutto di Starfield, la prima nuova proprietà intellettuale di Bethesda da ben 25 anni a questa parte. L’ultimo gioco sfornato dagli studi dell’azienda, ben prima che venisse acquisita da Microsoft, fu un certo Skyrim, gdr che ha cambiato il modo di intendere il genere. L’impatto di Starfield sarà lo stesso? La speranza di Phil Spencer è ovviamente quella, se si pensa poi che la principale rivale, in questo inizio d’annata, potrebbe andare a rilento.

Al di là delle esclusive temporali Forspoken e Final Fantasy 16, che senza dubbio interesseranno comunque moltissimi giocatori, Sony ha infatti in programma attualmente solo una grande esclusiva dei suoi studi, Marvel’s Spider-Man 2, in uscita in autunno. L’azienda ha probabilmente alcune sorprese ancora da svelare, ma sarà inoltre impegnata nel lancio del suo nuovo visore di realtà virtuale, mercato che non va a intaccare il target di Xbox. Questo potrebbe quindi lasciare campo libero a Microsoft per dare in pasto ai giocatori una line up ambiziosa ed esaltante per la prima metà dell’anno, con l’intento di convincere quante più persone a puntare sull’incredibile offerta del Game Pass. Tutto questo, poi, accadrà nel mezzo delle discussioni per l’acquisizione di Activision Blizzard King per circa 69 miliardi di dollari, affare che porterebbe sotto la bandiera di Xbox alcuni enormi brand come Call of Duty, Warcraft e Diablo.

Il 2023, insomma, sarà un anno fondamentale per la divisione gaming di Microsoft, e i fallimenti stavolta non sono ammessi. Le aspettative sono alle stelle, la community è carica e i tanto attesi videogiochi ci sono. Ora Redmond non può più sbagliare.

 

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