Redfall, un lancio da dimenticare: anche Phil Spencer fa mea culpa

Di Andrea Peroni 10 Maggio 2023 03:14

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Che Redfall non fosse al pari di altre blasonate opere di Arkane come Dishonored e Prey, dopo le prime anteprime, lo si era intuito. Nessuno, o quasi, si sarebbe però aspettato di assistere a un lancio da brividi, tanto da costringere persino Phil Spencer a uscire allo scoperto e fare mea culpa per una situazione tanto delicata.

Redfall è il nuovo action shooter in salsa open world ambientato nell’omonima cittadina, una fittizia località nella quale i vampiri dell’Uomo Ombra hanno soggiogato i cittadini. Il giocatore viene chiamato a interpretare uno dei quattro personaggi principali, ognuno con le proprie abilità specifiche, partendo per una lunga avventura dalle sanguinose atmosfere nel tentativo di proteggere i pochi superstiti di questa epidemia vampiresca e riportare la serenità a Redfall.

Proponendo numerosi punti di contatto con produzioni quali Far Cry, fortemente incentrate sul recupero di risorse e la liberazione di aree controllate dai nemici, Redfall non ha purtroppo convinto né la critica, che ha assegnato una leggera sufficienza tramite recensioni, né tantomeno il pubblico, in larga parte deluso da una produzione pubblicizzata in lungo e in largo da Xbox come il gioco targato Microsoft più importante di questa prima metà dell’anno.

Ci sarà sicuramente modo per Arkane e Redfall di rifarsi, a suon di patch, ma la realtà dei fatti è che il gioco è apparso approssimativo sin dal suo concept, molto lontano dall’ideologia e dai capolavori dello studio di Bethesda, e ricco inoltre di problemi tecnici riscontrabili principalmente su console, ai quali si aggancia anche la spinosa questione dei 60 frame al secondo che saranno aggiunti in un futuro non ben precisato. Ma il frame rate, a dirla tutta, in questo momento è uno dei mali minori.

Per un Game Pass bisognoso di titoli di prime parti che mantengano i giocatori incollati allo schermo, e una Xbox che fatica a rilanciare il suo nome, al netto di alcune splendide sorprese nei mesi scorsi tra cui Pentiment e Hi-Fi Rush, il debutto (molto) sottotono di Redfall non è un danno da poco, e anche il boss della divisione gaming di Microsoft ha voluto dare la sua visione dei fatti. Intervenendo nel podcast di Kinda Funny Games, Phil Spencer ha infatti chiesto scusa a tutti gli utenti per lo stato in cui versa Redfall, ammettendo che la scelta di lanciare il gioco in questo modo è stata una scelta difficile ma necessaria.

L’obiettivo non era certo quello di creare malcontento nella community, ma le intenzioni, a volte, non rispecchiano i risultati finali: e così Spencer, pur ammettendo che il gioco presenta evidenti problemi, concettuali e non, afferma che fa parte del processo creativo anche essere costretti a pubblicare un titolo non in piena salute, in attesa del responso da parte dei consumatori. Un responso generalmente negativo, nel caso di Redfall, per il quale il capo degli Xbox Game Studios non vuole però arrendersi. La visione creativa di Spencer, anche alla luce di quello che sarà ricordato come un pesante flop nonostante fosse in sviluppo da ben prima che Microsoft acquisisse Bethesda, resta la medesima: nessuna pressione sui propri studi, e massima libertà nello sviluppo. Una linea di pensiero che darà i suoi frutti?

 

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