Consorzio Piacenza Alimentare, Sante Ludovico presidente: “Puntare sull’Expo”

26 Febbraio 2013

Sante Ludovico, secondo da destra, nuovo presidente di Consorzio Piacenza Alimentare

Sante Ludovico il nuovo presidente del Consorzio Piacenza Alimentare. E’ stato eletto al termine dell’assemblea che si è appena conclusa nella sede di Confindustria, il suo mandato è di due anni. “Sono ovviamente contento – ha commentato – e ringrazio tutti i colleghi per la fiducia, a cominciare da Giovanni Rebecchi che ha creato questo consorzio e lo ha guidato al meglio per tanto tempo. Io cercherò di portare il mio contributo, cercando di fare in modo che tutte le nostre aziende possano contare su di noi per qualsiasi esigenza: l’obiettivo è conquistare nuovi mercati e affermare l’eccellenza dei nostri prodotti in tutto il mondo”. Un’occasione unica sarà rappresentata da Milano Expo 2015: “Dobbiamo sfruttarla assolutamente – ha chiarito Ludovico – perchè abbiamo un grande potenziale che deve essere espresso. Abbiamo già iniziato a farci conoscere con i prodotti piacentini negli autogrill, Piacenza Alimentare WineFood Service sarà il nostro braccio operativo”.

CONSORZIO PIACENZA ALIMENTARE, REBECCHI LASCIA DOPO 18 ANNI – Dopo 18 anni Giovanni Rebecchi lascia il timone del Consorzio Piacenza Alimentare. Oggi si riunisce l’assemblea annuale dei soci nella sede di Confindustria, dalla quale si attende il nome del nuovo presidente. Il più accreditato sembra essere Sante Ludovico, già membro del Cda. Alla notizia manca solo l’ufficialità. Nel frattempo Rebecchi, che resta nel consiglio di amministrazione, commenta il passaggio di consegne dicendosi “orgogliosissimo di essere stato alla guida del Consorzio, una realtà sana che lascia in una situazione florida”. Oggi sono più di 87 i soci, Piacenza Alimentare è il primo consorzio nell’export agroalimentare monosettoriale. Il fatturato complessivo dei soci si aggira infatti sui 500 milioni di euro e, nel giro di un solo anno, ha visto un’impennata dell’export pari al 25 per cento, a conferma del fatto che il tessuto locale nel settore ha saputo resistere ai contraccolpi della crisi e fa da traino alla nostra economia.

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