Venti famiglie “adottive” in Santa Franca. Nasce una nuova rete solidale

04 Aprile 2015

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E’ cresciuto anche l’esercito senza nome dei bambini poveri. Raddoppiati in due anni anche in provincia, secondo le stime. Sono tantissimi i poveri della porta accanto. C’è però una buona notizia. E cioè che a quella stessa porta può bussare la solidarietà, che arriva non da qualche riccone disposto a farsi pubblicità quanto da insegnanti, impiegati, catechisti. Gente comune, che vive in un quartiere popolare come quello cresciuto a dismisura intorno alla parrocchia di Santa Franca e che non ha esitato un secondo a dire “sì” all’appello di don Maurizio Noberini. Lui è uno di quei sacerdoti convinti che “se si vuole, si può fare”.
Così è stata tessuta, nel giro di un anno, una coperta di fiducia nell’altro che ha riscaldato un gruppo di famiglie in difficoltà. Il progetto di don Maurizio si chiama “Famiglia ama famiglia”. Ci sono venti famiglie che si sono messe in cammino, nel giro di un anno per sostenerne almeno cinque. “La vera sfida è amarsi, così come siamo, non tanto aiutarsi dal punto di vista economico” ha detto don Maurizio. “Il problema è stato fidarsi, ma grazie alle mie tre famiglie sono riuscita a festeggiare il Natale con i miei bambini” ha detto una testimone. Il progetto è stato elogiato dal vescovo Gianni Ambrosio.

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