Polizia postale e scuola agenti a rischio, De Micheli (Pd) interroga Alfano

29 marzo 2014

Paola De Micheli

Capire le intenzioni del Governo in merito all’ipotesi di chiusura della Polizia postale e della Scuola allievi agenti è l’obiettivo dell’interrogazione al Ministro Alfano della parlamentare piacentina Paola De Micheli.

“Un presidio di sicurezza fondamentale per il nostro territorio, come quello della Polizia postale, rischia il taglio sulla scorta del piano di revisione della spesa disposto a livello nazionale. Per questo ho depositato in Parlamento un’interrogazione al Ministro dell’Interno Angelino Alfano per conoscere le reali intenzioni dell’esecutivo”. Lo afferma la vicepresidente vicario del gruppo del Partito Democratico alla Camera Paola De Micheli, che sollecita informazioni anche riguardo alla scuola-allievi di Piacenza.

“Con il nuovo piano di tagli potrebbe essere soggetta a chiusura – fa notare – la Polizia postale di Piacenza, con sette posti in organico, che sarebbe accorpata alla sede di Parma. E’ necessario conoscere inoltre quali potrebbero essere le conseguenze del piano di razionalizzazione sulla scuola allievi-agenti della Polizia di Stato che ha sede a Piacenza”.

“Una prospettiva che suscita preoccupazione, se consideriamo – continua la deputata piacentina – che a Piacenza vi sono già uffici di polizia che sono in forte sofferenza. Dalla Polstrada, dove non arrivano nuovi agenti da anni, alla Polfer, che fatica sempre di più a mantenere i servizi serali e notturni.

“Consapevoli della necessità di ridurre i costi dello Stato, – precisa – sarebbe molto più utile accogliere le proposte del sindacato di polizia, che negando l’ efficacia di tagli lineari, propone una piano di riforma dell’intero comparto sicurezza. Un piano che pur in presenza di riduzioni di costi, permetterebbe una maggiore presenza sul territorio, garantendo una sicurezza anche visibile”.

“La Polizia Postale e Telecomunicazioni si occupa di tutti i reati connessi al web ed è un presidio strategico contro i crimini cibernetici. La chiusura dei presidi della Polizia postale avrebbe ricadute negative – conclude – per i cittadini che, in caso di vessazioni, atti di bullismo, truffe online e in generale di reati online, sanno ormai di potersi rivolgere alla Polizia Postale. La chiusura del presidio locale rischia pertanto di tradursi in un ulteriore messaggio di insicurezza ai cittadini di Piacenza”.

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categorie: Cronaca

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