“Ho una pistola e sistemerò tutto”.
A processo per stalking alla moglie

03 Giugno 2014

stalking

Lascia il marito e lui la perseguita. Pedinamenti, telefonate, messaggi continui. “Una volta me lo sono trovato anche sul lavoro e nonostante gli avessi ripetuto di andare via è rimasto ed ha cercato di toccarmi”. Questa la testimonianza di una 40enne piacentina vittima di presunti atti persecutori da parte del marito. La donna ha anche riferito di averlo sentito al telefono con una sua amica mentre diceva “di avere una pistola” e che “prima o poi l’avrebbe trovata e avrebbe sistemato tutto”. Per questi motivi un piacentino di 45 anni è stato accusato di atti persecutori e oggi è finito come imputato davanti al giudice Italo Ghitti. A difenderlo, l’avvocato Zaira de Biase. I fatti sarebbero cominciati la scorsa estate quando la donna aveva deciso interrompere il matrimonio. Il processo è stato aggiornato al prossimo 10 ottobre per consentire l’audizione di altri testimoni.

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