Carta d’identità per donatori. 
Aido: “Il Comune non ci ascolta”

23 Luglio 2014

aido luigi baldini (lambri)
C’è chi vive appeso a un filo aspettando una chiamata che potrebbe cambiargli la vita. Le persone in attesa di un trapianto di organo in Italia sono oltre 9mila. Aido, associazione donatori d’organi, lavora da anni per trovare nuovi iscritti e ridare speranza a chi soffre. A Piacenza l’associazione è molto attiva e conta oltre 15mila adesioni. Ma si potrebbe fare molto di più. In altre città italiane è decollato il progetto “Una scelta in Comune” che permette ai cittadini maggiorenni di indicare all’anagrafe comunale, in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d’identità, la propria volontà di donare organi e tessuti, che sarà registrata con valore legale, nel Sistema Informativo Trapianti del Ministero della Salute. Sulla carta di identità non verrà apportata alcuna annotazione. “Avevo chiesto al Comune di Piacenza di aderire a questa importante iniziativa – ha spiegato Luigi Baldini presidente provinciale di Aido – ma dopo i contatti avuti nel 2012 e a inizio 2014 non ho più saputo niente. Il Sindaco mi era sembrato entusiasta ma poi l’idea si è arenata. Sarebbe bello se anche Piacenza prendesse esempio da città come Roma, Perugia o Noto dove il progetto è partito già da diverso tempo”.

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