Ecco cosa facevano le maestre: “Se ci vedessero ci arresterebbero”

26 Maggio 2017

“Se ci vedessero fare così ci arresterebbero”. Parole profetiche quelle pronunciate dalle due educatrici dell’asilo nido Farnesina finite in manette. Parole che denoterebbero “la consapevolezza e la gratuità degli atti compiuti”, hanno ribadito in conferenza stampa questa mattina, 26 maggio, il pm Antonio Colonna e il comandante provinciale dei carabinieri Corrado Scattaretico.
Intercettazioni telefoniche e ambientali piazzate dai carabinieri nella sezione “Coccinelle” della struttura per far venire a galla le condotte che le due educatrici avrebbero messo in atto a partire dal mese di aprile scorso, da quando una loro collega ha deciso di ribellarsi e di raccontare tutto ai militari della stazione Levante.

Le immagini raccolte avrebbero mostrato scene di violenza quotidiana ai danni di bambini che non solo non potevano difendersi, ma nemmeno parlare. Sarebbero volati schiaffi e insulti all’indirizzo dei piccoli che in alcuni casi sarebbero stati anche strattonati, presi per i piedi e messi a testa in giù, lanciati sulle brandine e costretti a dormire con metodi definiti piuttosto “ruvidi”. Quattro i bambini presi di mira. Uno di questi straniero. “Quello non mi importa se si scotta con la minestra bollente”, avrebbe detto una delle educatrici ascoltata in una intercettazione.
Atteggiamenti che sarebbero avvenuti “quotidianamente, ma senza giustificazione”, hanno riferito gli inquirenti. “Non c’era alcun motivo per dare degli schiaffi o per tenere questa condotta. Quelli sono bambini tranquilli. Le immagini che siamo stati costretti a vedere sono raccapriccianti”, ha commentato Scattaretico.

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