Strade di sangue: in dieci giorni quattro vittime giovanissime

04 Febbraio 2020

Dopo il tragico bilancio dell’anno scorso sulle strade piacentine, con una ventina di vittime, il 2020, cominciato da poco più di un mese, ha già messo sul conto nel giro degli ultimi dieci giorni, tre incidenti mortali, che hanno stroncato la vita a quattro giovanissimi.
Il primo, in ordine di tempo, si è verificato il 23 gennaio scorso. Valentina Zaia, 22 anni, sta rientrando a Piacenza quando, intorno alle 21 nei pressi del casello di Caorso, sbanda con la sua auto, finisce contro il guard rail e dopo un testacoda si ferma al centro della carreggiata. In quel momento arriva una vettura di grossa cilindrata che la travolge in pieno. Per lei e per il suo cagnolino non c’è nulla da fare. La giovane abitava a Montale e lavorava in un fast food a Cremona. Quella sera stava tornando a casa.

Pochi giorni più tardi, il 26 gennaio, è Matteo Bellan, 23 anni a luglio, a perdere la vita in seguito ad un incidente stradale avvenuto lungo la tangenziale cittadina. Il ragazzo perde il controllo della sua Toyota Yaris e finisce ribaltato in un campo. Uno schianto avvenuto a poche centinaia di metri da casa. Matteo viveva nel quartiere Farnesiana ed era un tecnico informatico.

L’ultimo pauroso incidente avviene nella notte tra l’1 e il 2 febbraio. Due cugini muoiono a seguito di uno schianto contro un albero in via Gadolini. Alla guida della Renault Clio, che dopo l’incidente ha preso fuoco diventando una trappola mortale, c’è Metodij Vitanov, 25 anni macedone, operaio al polo logistico di Piacenza e residente in città. Accanto a lui, la cugina Marija Vitanova, 24 anni, figlia del console generale di Macedonia. La ragazza sarebbe rientrata nel suo paese d’origine il giorno dopo insieme al padre. Era bellissima, con una carriera avviata da modella. Quattro vittime, quattro famiglie distrutte, i sogni di una gioventù infranti in una manciata di secondi.

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