Registro elettronico

Studentessa sospesa: “Punizione eccessiva anche per i miei genitori”

21 febbraio 2020

“Mia madre e mio padre hanno giudicato la punizione della scuola troppo severa”. Lo racconta una delle studentesse coinvolte nel furto della password del registro elettronico negli istituti piacentini Romagnosi e Casali, dove circa ottanta allievi-pirati sono stati sospesi e dovranno svolgere ore obbligatorie di volontariato in seguito alla sottrazione illecita del codice d’accesso della piattaforma online per modificare le assenze e gli orari d’ingresso in classe.

“Dopo aver scoperto il furto della password – dice la ragazza del Romagnosi – i miei genitori si sono arrabbiati per le sanzioni davvero esagerate. Ciò che innervosisce, tra l’altro, è il fatto che la dirigenza abbia beccato e convocato solo una parte minoritaria delle decine di persone che riuscivano a intrufolarsi nel registro elettronico a proprio piacimento”.

L’allieva dell’istituto tecnico di via Cavour ricostruisce il meccanismo di questa furbata: “Il codice d’accesso della piattaforma era stato rubato da un ragazzo del Casali e circolava da tempo grazie al passaparola. Non era possibile, però, mettere mano ai voti. La password permetteva solo di rimuovere i ritardi e le assenze. Nel mio caso, per esempio, questo stratagemma mi consentiva di far risultare il mio ingresso in aula sempre alla perfezione, così da non destare il sospetto dei miei genitori e da contribuire ad avere un buon voto di condotta”. La giovanissima, iscritta alla classe seconda, ammette la propria responsabilità ma ribadisce la natura “eccessiva” dei provvedimenti decisi (anche) nei suoi confronti: “Penso che l’attività obbligatoria di volontariato sia una sanzione smisurata. Forse l’utilizzo furtivo del registro elettronico è stato un errore, ma lo facevamo quasi tutti…”.

Una sua coetanea del Romagnosi descrive la stessa reazione della famiglia: “Quando hanno saputo che anch’io avevo violato la piattaforma dei docenti per correggere i ritardi in classe, mia madre e mio padre prima hanno sgridato e poi hanno criticato la punizione della scuola. Il volontariato non mi pesa, ma il rischio di denuncia alla polizia postale ovviamente sì”.

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categorie: Cronaca Piacenza