Scoperti dalla vedova

Svariati contratti di energia elettrica intestati al marito defunto. Denunciati tre procacciatori

16 ottobre 2020

 

Tre procacciatori d’affari, uno di origini pugliesi di 44 anni, uno di origini campane di 53 anni ed uno di origini laziali di 28 anni, sono stati denunciati dai carabinieri della stazione di Rivergaro dopo la denuncia di una vedova piacentina.
La donna, agli inizi di marzo di quest’anno, aveva segnalato di aver ricevuto una comunicazione da parte di un gestore di energia elettrica della avvenuta attivazione di due contratti di fornitura, entrambi a Casoria in provincia di Napoli e intestati a nome di suo marito, che però era deceduto due mesi prima. Da una verifica presso gli uffici della società la donna aveva scoperto altre due richieste di attivazione, una a Gubbio e una a Spoleto, sempre intestate al marito defunto. Oltretutto aveva scoperto che in fase di sottoscrizione dei contratti era stata presentata una carta d’identità rilasciata da un comune in provincia di Palermo, nella quale erano indicate la data ed il luogo di nascita del marito, una residenza fittizia ed una foto di altra persona. Da qui la denuncia ai militari di Rivergaro, che hanno avviato le indagini e hanno accertato che la carta d’identità utilizzata per l’apertura dei contratti era falsa, così come i codici POD dei misuratori indicati in contratto erano inesistenti e relativi ad utenze inattive. Successivamente, coinvolgendo l’azienda che gestisce la fornitura dell’energia, hanno verificato che sempre a nome del defunto erano attivi altri quattro contratti, tre a Perugia e uno in un paese della stessa provincia, e che l’azienda per il materiale sottoscrizione dei contratti di fornitura elettrica si avvaleva di procacciatori d’affari dipendenti di alcune agenzie di servizi. Così, sono arrivati ai “codici di identificazione” dei tre procacciatori d’affari – uno collaborante con un’agenzia di sevizi con sede legale a Napoli e due collaboranti con una con sede legale a Milano.
I tre sono stati identificati e denunciati alla Procura della Repubblica di Piacenza per truffa, falsità in scrittura privata e sostituzione di persona.

© Copyright 2020 Editoriale Libertà

categorie: Cronaca Val Trebbia

NOTIZIE CORRELATE