“A Piacenza istituire una delega alla legalità”: no alla proposta di Raggi

07 Dicembre 2020

“Niente di concreto e utile, anzi un concetto riduttivo”. Così il vicesindaco Elena Baio ha declassato la proposta di affidare una delega alla legalità a un assessore comunale. Un’idea lanciata oggi da Samuele Raggi (Con Rizzi la Piacenza del futuro), che ha però incassato il parere negativo del consiglio comunale della nostra città. “Serve una maggiore consapevolezza civica sulle infiltrazioni mafiose al nord – ha detto l’esponente di minoranza – l’arresto per ‘ndrangheta dell’ex presidente del consiglio comunale Giuseppe Caruso impone all’amministrazione un impegno ulteriore su questo tema”. Ma l’assemblea di palazzo Mercanti – in collegamento a distanza – ha dato un “no” secco alla mozione presentata da Raggi, con voti 20 contrari, tre favorevoli e due astenuti. “Una delega ad hoc – ha ribattuto il vicesindaco – ridurrebbe la legalità a una circostanza specifica, al contrario si tratta di un requisito trasversale”.

Da Michele Giardino (gruppo misto) un duro attacco alla proposta: “È fumo negli occhi, cosa dovrebbe fare l’assessore alla legalità? Il moralizzatore? Il giustiziere di notte? Occupiamoci di questioni concrete”. Anche Massimo Trespidi (Liberi) ha criticato la mozione di Raggi: “Non mi sembra che la delega alla legalità assegnata nella precedente amministrazione sia passata alla storia per particolari meriti. A priori, un rappresentante delle istituzioni deve sempre muoversi in un contesto di legge e trasparenza”. Secondo Giulia Piroli (Pd) “l’idea di una delega alla legalità intercetta il sentimento comune espresso da alcune associazioni piacentine”.

PIÙ SENSIBILIZZAZIONE – Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità solo una parte della mozione depositata da Raggi (il voto “spacchettato” è stato proposto da Gian Carlo Migli di Fratelli d’Italia), cioè quella relativa alla promozione di azioni concrete per informare sul tema della mafia. Dal sindaco Patrizia Barbieri l’esortazione a “tenere conto dell’importante protocollo per la legalità e la prevenzione antimafia sottoscritto in prefettura ad aprile, che ha reso ancora più serrata le attività di controllo”.

COMMISSIONE ANTIMAFIA – Sergio Dagnino (M5s) ha sollecitato la maggioranza ad “animare finalmente la commissione comunale antimafia”. E il presidente Ivan Chiappa (Forza Italia) ha fatto mea culpa: “È vero, avrei potuto essere più produttivo sul fronte della commissione numero 5, ma non è facile coinvolgere tutte le autorità. Si sta cercando di intensificarne l’attività”.

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