Scuole superiori, oggi il rientro in classe: “Noi studenti in secondo piano”

18 Gennaio 2021

“Fino a quando durerà?”: nessuno può dirlo, tutti se lo chiedono. Tra studenti e docenti, il dubbio assillante è questo: il rientro in classe sarà solo una breve parentesi? Oppure una scelta definitiva fino al termine dell’anno scolastico? Con le ormai consuete incertezze, e dopo oltre due mesi di didattica a distanza forzata (dettata dall’obiettivo di contrastare il Covid), stamattina circa seimila giovani di Piacenza e provincia – dai 14 anni in su – sono tornati nelle aule di licei e istituti, con le lezioni in presenza al 50 per cento.

“Rivedere gli amici è una bella sensazione, ma c’è tanta paura… – ammette Daniele – di certo, però, noi studenti ci sentiamo lasciati in secondo piano. Perché nella pausa estiva le istituzioni non hanno messo a punto un piano di rientro efficace?”. Massima attenzione al trasporto pubblico, che lo scorso autunno aveva causato problemi di assembramento: “Arrivo dalla Lombardia – dice Carlotta, iscritta al liceo Gioia – il viaggio in autobus è andato bene, tutti i passeggeri erano seduti in maniera ben distanziata. Ma temo che, purtroppo, la scuola non resterà aperta ininterrottamente fino a giugno”. Il maturando Alain boccia le lezioni virtuali degli ultimi due mesi: “La didattica a distanza non è più sostenibile, la connessione s’interrompe di continuo e non si riesce a restare attenti”.

Il ritorno sui banchi di oggi arriva dopo la sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna che ha disposto la sospensione dell’ordinanza regionale varata all’inizio del mese per il rinvio della didattica in presenza al 25 gennaio, scatenando la protesta di comitati e associazioni di studenti e genitori che hanno fatto ricorso al tribunale amministrativo.

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