Niente pos in negozio, possibile multa. Titolari: “Così possiamo chiudere”

12 Agosto 2021

C’è chi ha cercato di pagare un paio di calze da un euro con il pos. Chi un caffè macchiato da un euro e dieci. Chi un oggettino da quattro euro. D’ora in poi però l’esercente non potrà più dire “no, grazie”. Nella lista di interventi stilata dal Governo Draghi, per abbattere l’evasione fiscale del 15 per cento, c’è anche l’idea di multare chi ancora non preveda il pagamento elettronico. Il pos sarebbe obbligatorio già dal 2014, ma finora nessuna multa era scattata per chi non si fosse adeguato. L’ipotesi di possibili sanzioni ha messo subito in allerta l’intero comparto: “Io ancora non ce l’ho – spiega la barista Ileana Gallesi – certo se rischio di prendere una multa provvederò, però poi mi chiedo come farò a tenere aperto”.

È Denise Collovati, titolare di un negozio di oggettistica a Grazzano Visconti, a tracciare la spesa media a cui vanno incontro gli esercenti con il pos: “C’è un affitto mensile dai 15 ai 40 o 50 euro a cui poi si aggiungono le tasse da pagare per ogni transazione che vanno dallo 0,5 all’1,7 – spiega – con tutte le varianti del caso, mediamente per spese sotto i dieci euro la transazione costa un euro: capisce che se qualcuno mi paga 4 euro con il pos di fatto è come se regalassi l’oggetto. Questo per dire che noi le tasse le paghiamo come prima”.

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