Oltre il 70% di lavoratori stranieri: preghiera interreligiosa alla Riverfrut

13 Ottobre 2021

Cattolici, musulmani, evangelici, ortodossi. Quando c’è da confezionare fagiolini o altre verdure, la confessione religiosa conta poco. Invece all’azienda Riverfrut, che dagli anni Ottanta produce e confeziona ortaggi freschi a Suzzano di Rivergaro, questa differenza importa moltissimo, se non altro per questioni numeriche: più del 70% dei suoi lavoratori sono stranieri. Per rinsaldare ancora di più il legame tra popoli, lingue e religioni così diverse ma unite sul posto di lavoro, martedì 12 ottobre si è svolta una preghiera interreligiosa nel piazzale esterno dell’azienda alla quale hanno partecipato il vescovo Adriano Cevolotto, l’imam yemenita Yaseen Ben Thabit con il rappresentante della comunità islamica piacentina Yassine Baradai, il rappresentante della comunità ortodossa rumena padre Yurie Ursachi e il pastore Nicola Tedoldi a rappresentare la comunità evangelica metodista.

Tutti i lavoratori si sono schierati nel piazzale dell’azienda per la benedizione, impartita in varie lingue: 110 dei 150 impiegati all’interno della Riverfrut sono di origine straniera.

“Ci definiamo un’azienda multietnica – sottolineano i titolari Angelo ed Emilio Bertuzzi – anche perché nella stagione invernale importiamo ortaggi dai Paesi africani, dove abbiamo creato piccoli coltivatori locali”.

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