A Rivergaro la Casa del pellegrino sarà privata: venduta per 250mila euro

14 Aprile 2024 02:41

La Casa del pellegrino nella foto di Pietro Zangrandi

L’iconica Casa del Pellegrino che sormonta la piazza di Rivergaro (anche “casa del vescovo”), realizzata su parte dei resti dello scomparso castello, diventa una residenza privata ed esce definitivamente dal patrimonio ecclesiastico. La congregazione degli Scalabriniani, che ne detiene la proprietà, l’ha messa in vendita alcuni mesi fa. Nell’ultima settimana è stata di fatto acquistata da un privato per una cifra che si stima intorno ai 250mila euro. Rimarrà a uso abitativo. Al momento c’è la firma del preliminare che condurrà a breve al rogito definitivo.

Come conferma Marco Gazzola, della Gazzola Consulenza Immobiliare, che ha seguito la trattativa per conto degli Scalabriniani, i quali assicurano che la vendita dell’immobile non anticiperà un disimpegno della congregazione da Rivergaro, dove rimarranno nel Santuario del Castello e nell’attigua casa canonica. Si tratta solo di un immobile inutilizzato e non più utilizzabile da parte della congregazione che, come la quasi totalità del mondo religioso italiano ed europeo, soffre il calo vertiginoso delle vocazioni.

LA STRUTTURA

Una superficie di 280 metri quadrati abitabili più altrettanti di terrazza e un’area verde particolarmente scoscesa. La casa è ad un unico piano e il tetto è sormontato da una serie di merli ghibellini, come quelli di Palazzo Gotico, a richiamare l’antico e scomparso fortilizio. Venne realizzata negli anni Settanta e pensata come Casa del Pellegrino grazie all’opera della congregazione scalabriniana giunta a prendere possesso del santuario di Rivergaro nel 1927. Come Casa del Pellegrino funzionò qualche anno, ospitando soprattutto gruppi e movimenti ecclesiali ma anche assemblee di sodalizi della comunità rivergarese (ad esempio la fondazione dell’Avis). Dal 1988 la Casa del Pellegrino scompare definitivamente. Rivergaro però ci guadagna lo stesso perché tra i suoi cittadini può annoverare un vescovo. Monsignor Marco Caliaro, vescovo scalabriniano di Sabina-Poggio Mirteto raggiunge l’età della pensione e si trasferisce nel santuario della Madonna delle Grazie di Rivergaro, detto della Madonna del Castello.
Dopo la morte del vescovo Caliaro (nel 2005), la casa è stata affidata ad un’altra grande figura scalabriniana che tanti ancora oggi ricordano con stima e affetto: lo scalabriniano padre Sisto Caccia, già vicario episcopale per la vita consacrata. Dopo la sua partenza non è più stata utilizzata.

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