Commercianti contro lo sbaracco: “Suddiviso in due domeniche non ha senso”

18 Febbraio 2022

I commercianti e i proprietari delle attività del centro storico di Piacenza sono contrari alle decisioni inerenti l’organizzazione del prossimo sbaracco. E’ quanto risulta dal numero di adesioni ricevute da Bartolomeo Picca Tammi che ha promosso, negli scorsi giorni, una raccolta firme proprio tra i commercianti, per dimostrare il disappunto della categoria.

Lo sbaracco è stato diviso in due giornate: la prima e la seconda domenica di marzo, destando più di qualche dubbio tra i commercianti che hanno risposto “presente” alla proposta di Tammi. In poco tempo, infatti, sono state più di cinquanta le firme raccolte contro lo sbaracco 2022. “Per fare in modo che funzioni, lo sbaracco deve seguire determinate regole: innanzitutto la data che non può essere troppo distante dalla fine degli sconti, in secondo luogo non ha senso suddividerlo in due giornate”-  spiega Paolo Mantovani, uno dei firmatari.

La decisione di organizzare lo sbaracco durante le prime due domeniche di marzo è stata presa dalla cabina di regia, organismo che vede la partecipazione del comune di Piacenza, attraverso l’assessorato al commercio, e delle associazioni di categoria. I firmatari sono preoccupati soprattutto per la scelta di dividere lo sbaracco in due domeniche. “Perché non solo un giorno?” Si chiedono, oppure “Perché non organizzare lo sbaracco in un weekend?” Secondo Mantovani il rischio prodotto dalla decisione di effettuare un “doppio sbaracco” è che “alcuni negozi resteranno chiusi la prima domenica e altri la seconda, rendendo ancora meno appetibile l’evento”.

Mantovani è il proprietario di un negozio di tende in via Sopramuro, ma spiega che “il cuore dello sbaracco sono i negozi di abbigliamento e del settore della moda, per questo è inspiegabile proporre uno sbaracco a marzo, quando gli sconti sono già finiti e le vetrine dei negozi hanno già le nuove collezioni primaverili esposte”.

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