Multiprofessionalità, prossimità e integrazione: ecco la Sanità del futuro

07 Maggio 2022

La riorganizzazione territoriale come elemento strategico nella ripartenza del sistema socio-sanitario dopo la pandemia. Un tema importante, al quale l’azienda sanitaria ha dedicato una mattinata di lavori per focalizzarsi sui modelli per lo sviluppo di una rete socio-sanitaria di prossimità che metta in risalto come gli interventi siano sempre più integrati e multiprofessionali. 

“L’integrazione con il sociale – evidenzia Andrea Contini, direttore assistenziale e responsabile dell’evento di sabato 7 maggio – è assolutamente indispensabile: non c’è salute senza sociale. La nuova organizzazione territoriale prevede la realizzazione di nuove strutture e una riqualificazione di altre già presenti”.

Il punto di partenza e il riferimento per il nuovo percorso è il DM 71, nato sulla scorta della Missione 6, Componente 1 del PNRR.  “È il “regolamento” che “riorganizza la sanità territoriale” – chiarisce Contini – e che assegna al distretto un’ulteriore centralità nell’assistenza socio-sanitaria. Le diverse le articolazioni dei servizi (Ospedali di comunità, Unità di continuità assistenziale, Centrali operative territoriali) saranno approfondite nel corso del convegno, nella logica di mettere in risalto come gli interventi siano sempre più integrati e multiprofessionali. L’evento pandemico ha dato la possibilità al Ssn di dimostrare una qualità non scontata. La rete ospedaliera ha risposto in modo organizzato ma a livello extra-ospedaliero sono emerse criticità, che in parte si conoscevano, ma che sono esplose durante la fase emergenziale. È arrivato il momento di affrontarle e guardare allo sviluppo organico della rete territoriale”.

Un altro tema centrale della riorganizzazione è la forte presenza della figura infermieristica. “Gli infermieri – evidenzia il direttore assistenziale – saranno decisivi per la presa in carico dei pazienti nelle fasi post ricovero ospedaliero e in tutti i casi che necessitano di una particolare assistenza vicino al domicilio della persona e non solo cura della malattia. Come indicato dal DM 71, questo professionista – aggiunge – è referente della risposta ai bisogni assistenziali e di autocura, contempla tra le sue attività la prevenzione e la promozione della salute nella presa in carico del singolo e della sua rete relazionale, dialoga con gli attori del processo ed è di supporto per l’assistito nelle diverse fasi della presa in carico”.

Gli ulteriori temi trattati nell’incontro sono la telemedicina e la digitalizzazione per migliorare e supportare i processi e accompagnare gli utenti nel percorso di cura.
Una sessione specifica è stata dedicata agli approfondimenti sulle cure palliative domiciliari, già attive e capillari nel territorio piacentino.

Multiprofessionalità, prossimità, integrazione e lavoro in rete: saranno queste le parole della sanità del futuro.Elementi imprescindibili – conclude Contini – per avviare il percorso di riorganizzazione territoriale con una vision maggiormente integrata tra strutture, offerta sociosanitaria e professionisti per essere sempre più rispondenti ai problemi dei cittadini”.

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