Bonaccini confermato presidente dell’Emilia-Romagna con il 51,4%. Borgonzoni al 43,6% TUTTI I RISULTATI

27 Gennaio 2020

L’Emilia Romagna ha confermato Stefano Bonaccini come presidente. L’esponente del centrosinistra è stato scelto dal 51,4% dei votanti (la coalizione si è attestata al 48,1%). Alla diretta concorrente, la candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni, va il 43,6% (coalizione al 45,4%). La restante parte dei voti è ripartita tra gli altri 5 pretendenti alla poltrona di presidente.
Il Pd è il primo partito in regione con poco meno del 35%, seguito dalla Lega con poco meno del 32%; il Movimento 5 Stelle si è fermato sotto al 4,8%.
La provincia di Piacenza (dati definitivi con sezioni scrutinate 303 su 303) è in controcorrente rispetto all’andamento regionale, con la Borgonzoni in vantaggio con quasi il 60% (59,68%), mentre Bonaccini segue con il 37% (36,87%). Nel Piacentino la Lega è il partito che ha portato a casa più voti, il 44,02%, il Pd attesta al 24,03%. Fratelli d’Italia al 13,73%, Forza Italia al 2,78%. Movimento 5 Stelle al 3,37%.
Le Civiche collegate a Bonaccini quasi si equivalgono: 3,93% Emilia Romagna Coraggiosa e 3,66% per Bonaccini Presidente.
Record di preferenze per Matteo Rancan della Lega: 9.272, seguito dalla collega di partito Valentina Stragliati con 3.984. Nel Pd, trionfa Katia Tarasconi con 6.117 preferenze personali, seguita da Gianluigi Molinari con 5.198. In Fratelli d’Italia exploit di Giancarlo Tagliaferri con 3.661.

TUTTI I RISULTATI

Le urne per il voto alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna si sono chiuse alle 23 di domenica 26 gennaio. L’affluenza è stata del 62,92%, decisamente più alta di quella del 2014 che fu del 36%. A livello regionale la percentuale di cittadini che si sono recati alle urne è stata superiore al 67%.

SCHEDA – Stefano Bonaccini è stato eletto presidente della Regione Emilia Romagna la prima volta nel dicembre del 2014. E’ nato a Modena il primo gennaio del 1967. Si è accostato alla politica verso la fine degli anni ottanta con i movimenti per la pace. La sua è stata una carriera a sinistra.
Nel 1990 è nominato assessore alle Politiche giovanili, alla cultura, allo sport e al tempo libero nel comune di Campogalliano. Dal 1993 al 1995 ricopre la carica di segretario provinciale della Sinistra giovanile; nel 1995 è eletto segretario del PDS della città di Modena. Dal 1999 al 2006 è assessore al Comune di Modena con delega ai lavori pubblici, al patrimonio e al centro storico. Dal 2005 è coordinatore della scuola di formazione politica “PensarEuropeo”. Nel 2007 è eletto segretario provinciale del neonato PD modenese e alle elezioni amministrative del 2009 è eletto consigliere comunale di Modena. Nello stesso anno, dopo il successo alle primarie, diventa segretario del Partito Democratico in Emilia-Romagna. Nel marzo 2010 è eletto consigliere regionale dell’Emilia-Romagna. Dopo aver sostenuto come leader della coalizione il segretario Pd Pier Luigi Bersani alle primarie del 2012 contro Matteo Renzi, diviene sostenitore di quest’ultimo nelle primarie del 2013 che incoronano Renzi nuovo segretario nazionale del PD. Dopo la vittoria, il 10 dicembre 2013, è nominato responsabile nazionale Enti Locali nella segreteria nazionale del Partito Democratico. Nel dicembre 2014 viene eletto presidente della Regione Emilia Romagna. Oggi la conferma per un nuovo quinquennio.

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