Dalla Valtidone l’olio extravergine d’oliva di Corano

Di Giorgio Lambri 26 Aprile 2021

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In alto: Dionisio Genesi. Sotto: il prof. Sergio Tombesi

Olio extravergine d’oliva di Piacenza? “Si-può-fare” direbbe Gene Wilder in versione Frankestein Junior. Anzi, si fa già, seppure in quantità limitate. “Concorrono alla possibilità di avviare questa produzione alcuni fattori importanti – spiega il professor Sergio Tombesi, docente del Dipartimento di Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili della nostra Università Cattolica – la prima è ovviamente il cambiamento climatico, che però è un’arma a doppio taglio perché, se da un lato vi è stato in effetti un aumento delle temperature medie, dall’altro sono sempre più frequenti gelate e grosse nevicate come quella che quest’anno ha danneggiato parecchi ulivi del nostro territorio. L’altro aspetto è quello orografico perché comunque si possono andare a mitigare gli aspetti meteorologici sfavorevoli coltivando gli ulivi in terreni collinari esposti a Sud. Un terzo aspetto è quello socio economico poiché in ambiente e collinare e montano si registra una forte riduzione delle produzioni e questa coltivazione può costituire un’alternatica”. L’olio piacentino – secondo il docente universitario – si connota per la ricchezza di polifenoli e di acido oleico. “Diciamo che è un olio da costruire – prosegue Tombesi – anche perché la carenza di impianti molitori costringe molti produttori ad “emigrare” nella vicina Liguria o in Toscana, mentre sarebbe meglio poter disporre di strutture sul territorio che consentano la molitura in proprio e nelle 24 ore”.
Abbiamo già scoperto le virtuose produzioni di olio piacentino della zona di Gropparello, ma un’altra fetta di territorio in cui si è avviata con successo questa coltivazione è la Valtidone, dove è approdata nel 2001 con le prime piante installate presso le aziende di Dionisio Genesi, Gianni Gualdana, Paolo Passerini e altri piccoli produttori, il tutto con il supporto tecnico di Fausto Borghi e Valentino Matti.
Un prodotto di punta è certamente la selezione “Corano” che nasce dalla volontà di Dionisio Genesi (e del figlio Danilo) di creare un prodotto di alta qualità. Gli impianti sono posizionati nell’omonima frazio

ne di Borgonovo e nella zona di Arcello. Le prime varietà coltivate sono state Leccino, Casaliva, Frantoio e Pendolino. Oggi sono state aggiunte altre cultivar come Murazzano, Nostrana di Brisighella e Ghiacciola. Dalle circa 70 piante, si ottengono frutti sani che rendono in media 400 litri di olio Evo. La molitura avviene nel frantoio a Sarzana in provincia di La Spezia che si avvale di un impianto di estrazione a freddo con ciclo continuo “Alfa Laval”.
Dalla raccolta, effettuata meccanicamente, alla frangitura non trascorre mai più di un giorno.
L’olio extra vergine Corano La Selezione Val Tidone a livello olfattivo, si presenta con note fresche che ricordano l’erba falciata e la mandorla, a seguire percezioni di foglia di pomodoro. Sotto il profilo gustativo si presenta complesso e fini, riemergono le sensazioni erbacee accompagnate da toni vegetali, in chiusura sentori che rievocano la mentuccia fresca. Le sensazioni di amaro e piccante sono appena accennate e sono in piacevole armonia. Perfetta la corrispondenza tra il naso e il palato.
Prima testimonial dell’olio di Corano non poteva che essere Danila Ratti, vulcanica chef del ristorante Le Proposte, che lo serve da tempo ai suoi clienti. Ma anche in Valdarda un giovane ma già attento ricercatore di eccellenze locali come Alessandro Faccini (dell’omonimo ristorante) lo ha inserito nella sua carta degli Oli Evo, sia al ristorante che in bottega. Ma il prodotto è acquistabile anche alla Taverna del Gusto di Piacenza e alla Bottega del Pava a Castel San Giovanni.
L’Azienda Agricola Genesi – che lo produce – si trova proprio a Corano e nasce più di trent’anni fa quand Colombo Genesi, nativo di Nibbiano, acquista un terreno sul quale costruisca casa e azienda. La posizione ottimale, un buon terreno ed una grande passione hanno contribuito al miglior battesimo possibile ai primi tre ettari di filari ed alle prime bottiglie Barbera, Bonarda e Malvasia. In quell’ambiente nasceva Dionisio che, fin da piccolo, seguiva con interesse e divertimento il lavoro del padre nelle vigne ed in cantina, apprendendo i segreti del mestiere e continuando, infine, l’attività di famiglia. Oggi patrimonio viticolo ha raggiunto i 12 ettari e la cantina è stata notevolmente ampliata. Affiancato dalla moglie Flavia e dal figlio Danilo, Dionisio cura personalmente ogni fase della lavorazione. La produzione, che riguarda le DOC storiche locali, è stata premiata con importanti riconoscimenti: “La Stanga” – ad esempio – un Gutturnio Classico invecchiato in botte ed in bottiglia; e il “Dorè D’Italie” vino spumante brut prodotto con uva Verdea.

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