Tre settimane nel fango per salvare i faldoni dell’archivio comunale di Forlì

14 Luglio 2023 02:11

Cos’è l’alluvione? La risposta a questa domanda Chiara l’ha trovata in una stanza con il fango alle ginocchia, lei rivestita di una tuta di plastica, con la mascherina, il casco e gli occhiali di protezione, i doppi guanti. Davanti chilometri e chilometri di faldoni dell’archivio comunale di Forlì che l’alluvione dello scorso maggio in Emilia-Romagna non ha risparmiato. E che il gruppo di volontari restauratori di Chief (Cultural Heritage International Emergency Force) ha messo in salvo. Fra di loro c’è appunto la restauratrice piacentina Chiara Pozzi, che per tre settimane è andata sui luoghi dell’alluvione e insieme ad altri volontari ha recuperato più di due chilometri di faldoni, li ha imbustati e portati al congelamento.

“Congelarli significa metterli in sicurezza ed evitare il rischio di attacchi microbiologici e di muffe – spiega Pozzi – il processo successivo di asciugatura avviene tramite liofilizzazione, ossia l’acqua passa direttamente dallo stato solido a quello gassoso: in questo modo anche le tempistiche si riducono dell’80 per cento rispetto a un volume asciugato all’aria. In pratica ogni faldone veniva recuperato, pulito dal fango e poi imbustato e depositato in cassoni di plastica: da lì tutto il materiale è stato portato in uno stabilimento di Orogel a Cesena che l’azienda ha messo a disposizione per il congelamento e il deposito”. “Sono stati i giorni più intensi della mia vita, emotivamente e fisicamente – conclude Pozzi – ma li ho condivisi con persone straordinarie”.

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