Buona per noi, buona per il pianeta! Dalla sostenibilità alla cucina sostenibile

Di Debora Saccardi 23 Giugno 2022

Il mese di giugno è dedicato alla sostenibilità, in particolare la data del 18 giugno è stata scelta per porre l’attenzione sulla cucina sostenibile e le nostre scelte in ambito alimentare, che hanno un impatto tutt’altro che marginale e secondario nel rispetto del nostro pianeta.

Se mai è proprio il contrario, lo dimostrano i dati e le ricerche che si susseguono e rivelano che le scelte che facciamo a tavola impattano negativamente sul sistema Terra, incrementando deforestazione, inquinamento e perdita della biodiversità. Secondo il Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite (UNRIC), dal 1900 ad oggi abbiamo perso circa il 75% delle varietà colturali, mentre secondo il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) in Italia in media sprechiamo circa 365 g di cibo a settimana per famiglia.

Per approfondire: https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/osservatorio-sugli-sprechi-alimentari

 

Iniziative concrete e di sensibilizzazione

L’aspetto cruciale è che volendo possiamo invertire la tendenza negativa e dare il nostro contributo, riscrivendo le nostre abitudini. Ci fornisce qualche utile linea guida, il WWF che è sceso in campo con il progetto Food4future che si basa su 4 principi fondamentali: Grow better, Fish better, Eat better, Use better, ovvero coltiva sostenibile, pesca sostenibile, mangia sostenibile e riduci gli sprechi alimentari. Per ulteriori informazioni: https://www.wwf.it/cosa-facciamo/campagne/food4future/

Se non possiamo coltivare ciò che mangiamo, acquistiamo da piccoli produttori che hanno maggior attenzione verso i cicli naturali e diamo meno spazio ai cibi di moda. La pesca intensiva, eccessiva e illegale nel corso del tempo ha portato diverse specie vicino alla soglia di estinzione. Inoltre al contrario di quanto si può pensare, anche i prodotti ittici hanno la loro stagionalità. Scegliete quindi in modo responsabile e soprattutto acquistate pesce legale, tracciabile, che non danneggi gli ecosistemi marini. Mangiate il giusto, evitando acquisti in eccedenza e riducendo gli sprechi che vanno da prodotti ammuffiti e inutilizzati, a prodotti scaduti, fino agli avanzi nel piatto.

Un’ altra associazione, Slow food, è scesa in campo abbracciando la rivoluzione agricola e culinaria che pian piano sta prendendo vita. Oltre alle numerose iniziative che già propone, dal 2009 ha risposto al delicato problema della sostenibilità, con il progetto l’Alleanza Slow Food dei cuochi, che ha come obiettivo la ricerca di materie prime di qualità, la tutela della biodiversità agroalimentare attraverso le proposte gastronomiche, la salvaguardia di saperi e tradizioni culturali locali.

Per saperne di più: https://www.slowfood.it/alleanza-slow-food-cuochi-guida-la-rivoluzione-delle-eco-cucine/

Non dimentichiamoci dell’importante ruolo della nostra cucina italiana con le sue innumerevoli ricette regionali e locali, perché se in passato il motto era “Fare di necessità virtù”, oggi quelle preparazioni della cucina povera e contadina, le ben note ricette della cucina di recupero sono diventate una guida a cui ispirarsi e a cui attingere per mettere in pratica i consigli della cucina sostenibile. Un esempio? I nostrani pisarei piacentini, nati per recuperare il pane inutilizzato ma potremmo sbizzarrirci e citarne tante altre dal Nord al Sud Italia.

 

Ma come possiamo applicare la cucina sostenibile?

1- Pianificare e acquistare il giusto per evitare sprechi.

Cambiare le nostre abitudini alimentari pianificando la spesa e le preparazioni su base settimanale, potrebbe aiutare notevolmente il nostro pianeta.

2- Evitare gli specchietti per le allodole come le maxi offerte, che ci portano spesso a fare acquisti superflui

3- Conservare adeguatamente i prodotti acquistati, soprattutto quelli freschi

4- Dare una seconda possibilità agli avanzi o agli scarti, riutilizzandoli il giorno dopo. Come si diceva una volta: “Non si butta via niente”. La cucina regionale italiana è ricca di ricette anti spreco soprattutto per quanto riguarda il riuso del pane che con frutta e verdura è tra i cibi più sprecati.

5- Leggere attentamente l’etichetta e controllare le date di scadenza

6- Richiedere la doggybag quando si mangia fuori casa

 

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