La riviera romagnola a modo mio: Cattolica e i piaceri del palato!

Di Debora Saccardi 28 Agosto 2022

Una visione parziale certo ma comunque esaustiva di una piccola porzione di quella riviera, che passano gli anni ma resta costantemente nel cuore e nell’immaginario di tanti di noi. Per la precisione mi sono concentrata su Cattolica dove mi sono concessa qualche giorno di “riposo”. Della serie unire l’utile al dilettevole! Quando si parla della riviera romagnola, c’è una specialità che spicca sopra tutte le altre, la rinomata piadina ma di questa prelibatezza, avevo già parlato in un’altra occasione.

La Romagna però non è solo piadina, basta guardarsi intorno per capirlo. Così ho pensato di suggerirvi qualche utile indicazione sui vari locali della zona cattolicina, che a mio avviso meritano un’ occasione.

Dove mangiare
Ristorante “Da Andrea”: una dichiarazione di intenti a prima vista e a prima lettura.
All’ingresso del locale infatti, si trova affissa una citazione FAO riguardante la lotta allo spreco alimentare e il locale da subito chiarisce, che per dare il suo contributo, il rispetto della stagionalità e la filiera corta sono per loro di primaria importanza, tanto che il menù è giornaliero, si basa sugli acquisti quotidiani, in particolare per i piatti a base di pesce. Questo ristorante vi sorprenderà per accoglienza, cortesia, savoir-faire e piatti da leccarsi i baffi nei quali si sente tutta la freschezza delle materie prime utilizzate come l’insalatina di seppie e gamberi rosa a vapore, la polenta alla piastra con sugo di vongole, canestrelli locali gratinati, calamari ripieni alla griglia.
Surplus: se non finite la bottiglia di vino, potete portarla via con voi! Interessante la selezione di amari.

Ristorante Levante: per dovere di cronaca devo specificare che non si trova proprio a Cattolica ma a Gabicce, appena passato il ponte che congiunge i due comuni. Una rivelazione!!!
Anche qui il pesce è protagonista ma con quel guizzo creativo in più, come la cacio e pepe con tartare di gamberi rosa dell’Adriatico e zeste di limone, filetto di ombrina scottato con purea di carote e verdure in agrodolce. Consiglio? Lasciatevi uno spazio per il dolce.
Surplus: location vista mare, vista faro, vista porto!

Ristorante self-service “Al pesce azzurro”: per chi non vuole rinunciare al gusto al giusto prezzo, piatti a base di pesce senza troppi fronzoli. Quali piatti assaggiare? Vongole alla pureta, cozze gratinate, grigliata azzurra ovvero i sardoncelli, protagonisti indiscussi di tutti i loro menu, così come ci ricorda anche il nome del locale, dedicato a questa particolare tipologia di pesce.
Surplus: piatti, bicchieri e posate sono tutte biocompostabili. Scelta tra menu grande, medio e piccolo, menu bambino e menu over 65.

 

Voglia di gelato?
Adler: gelateria dal 1971, da scegliere se siete amanti delle coppe gelato in stile anni ’80, voluminose, ricche e da mangiare con gli occhi!
Tutto gelato: se invece siete fuori per una passeggiata post cena o per una pausa pomeridiana, gusti classici e più particolari, corposi e dal sapore inconfondibile!
Il Gelso: gelateria naturale e torteria, propone oltre ai classici gusti, gelati del giorno e vegani. I miei preferiti: mirtillo con sambuco, cioccolato croccante, mandorla.

 

E se resta un languorino notturno?
Per soddisfare il palato, c’è Cale Bombo Club! Al motto “Ti consola e ti rende felice!” non potete non assaggiare la ciambella romagnola, soffice che si scioglie in bocca! Se poi vi resta ancora uno sfizio da accontentare, ciabatte e bomboloni, sono sempre lì che vi aspettano.

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