Pronto in tavola

La zuppa: semplice, povera ma non troppo

14 gennaio 2021 - Debora Saccardi

Alzi la mano chi non ha mai mangiato la zuppa, soprattutto quando il freddo si fa sentire.

Nata sicuramente come piatto di recupero, considerata per lungo tempo un piatto della cucina povera, pian piano sta recuperando lo spazio che merita nel vasto panorama gastronomico.

È un piatto che consente di usare al meglio le materie prime di stagione, non di rado capita di trovarle anche con aggiunta di frutta come mele o ananas, e rientra a pieno titolo nella categoria dei “comfort food” come il purè, la pizza o piatti della tradizione, la cui caratteristica è quella di essere rassicuranti e corroboranti.

Quasi ogni regione ha la sua zuppa, così come ogni famiglia. A voi è mai capitato di sentire il nonno o la nonna dire “Oggi mi faccio la zuppa col latte” o “Stasera mangio la zuppa con l’uovo?”.

La zuppa più semplice è sicuramente quella a base di pane secco ammorbidito con latte caldo, pane raffermo con brodo o ancora la zuppa alla pavese alla quale si aggiunge anche l’uovo.

Ma perché zuppa?

Il termine indica una preparazione in brodo a base di verdura, carne, pesce dal taglio irregolare, spesso a base anche di legumi e uova, volendo anche una mescolanza tra i diversi ingredienti, servita con una fetta di pane raffermo abbrustolita, in alternativa crostini di pane tostati o fritti. Il nome zuppa deriva infatti da suppa, che rimanda a una“ fetta di pane inzuppata”.

Qual’è la differenza tra zuppa e minestra?

La zuppa come il classico minestrone di verdure non viene mai preparata aggiungendo farinacei intesi come pasta o riso, mentre nelle minestre questi ingredienti vengono inclusi.

Il variegato mondo delle zuppe

Tante le zuppe della tradizione regionale italiana, tra le più conosciute la ribollita, ricetta di origine toscana preparata con cavolo nero, verza, fagioli cannellini, pane. Un’ altra preparazione da segnalare è la pappa al pomodoro, per la ricetta cliccate qui e il cacciucco livornese a base di pesce come scorfano, triglie, coda di rospo, ai quali si aggiungono i pomodori e non possono certo mancare le fette di pane.

Uscendo però dai nostri confini possiamo trovare ispirazione nella nota zuppa di cipolle francese o nel borsch ovvero la zuppa di barbabietola tipica dei paesi dell ‘Est e della Russia.

 

La ricetta

Zuppa di cavolo nero, patate e fagioli (per 4 persone)

 

Ingredienti Quantità
Olio extravergine d’oliva G 20
Cipollotto bianco N. 1
Carota N. 1 piccola
Sedano N.1 costa
Cavolo nero G 200
Patate G 400
Fagioli borlotti G 200
Sale grosso G 10
Peperoncino in polvere e pepe nero macinato q.b.
Fondo vegetale L 1,2
Mazzetto aromatico N. 1

 

 

Procedimento

Pulire, lavare e tritare cipollotto, carota e sedano.

Pulire, lavare e tagliare a listarelle il cavolo nero.

Pelare e tagliare a metà la patata e suddividerla in pezzi più piccoli spessi circa 2 cm. Conservarle in una ciotola con acqua.

Colare e sciacquare i fagioli.

In una casseruola di ghisa scaldare l’olio.

Far appassire il trito di verdure. Aggiungere il peperoncino e le patate ben colate. Lasciarle cuocere per un paio di minuti. Inserire anche il cavolo nero, il mazzetto aromatico e il fondo vegetale. Chiudere con coperchio e portare a bollore.

Sollevare leggermente il coperchio e cuocere a fiamma moderata per circa 25-30 minuti. Aggiungere anche i fagioli. A metà cottura salare e pepare leggermente.

Servire la zuppa ben calda ( essendoci già le patate, i crostini di pane sono facoltativi).

 

Per altre ricette consultate il sito liberta.it

 

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