Moscow Mule addio? Quando la protesta contro il conflitto in Ucraina passa anche attraverso un cocktail

C’è un’iniziativa che circola da qualche giorno e riguarda uno dei cocktail che dal 1941 a oggi si è guadagnato un posto nella top ten dei drink più gettonati, il Moscow Mule.

Diverse attività del settore beverage americano, hanno promosso una protesta simbolica contro l’attuale conflitto in Ucraina, che consiste nel cambiare i nomi dei cocktail che hanno, anche solo in apparenza, un legame con la Russia. Il Moscow Mule infatti è nato a Los Angeles lo sapevate?

Il Moscow Mule è così diventato Kiev Mule ma non è il solo, pare che toccherà la stessa sorte anche a Caipiroska, Black Russian e White Russian.

Alcune attività hanno persino deciso di non acquistare più vodka russa, ritenendo l’acquisto poco etico e moralmente discutibile.

Mossa strategica, pubblicità confezionata a regola d’arte, marketing efficace, indubbiamente questa protesta “silenziosa” ha ottenuto la cassa di risonanza che probabilmente si aspettava e qualcuno si sta certamente chiedendo se non sia il caso di agire in questo modo anche altrove, magari nei bar di casa nostra.

Mi chiedo se anche nel settore della ristorazione si deciderà di non cucinare più piatti di origine russa come i blinis o pur non avendo legami diretti con la Russia, toccherà la stessa sorte anche all’insalata russa e chissà se in sala, smetteranno di praticare il servizio alla russa, tornato in auge da qualche anno.

In attesa di sviluppi, se leggendo l’articolo avete pensato di partecipare a questa protesta “passiva”, vi invito a visitare il sito di IBA (International Bartenders Association), dove troverete le indicazioni per preparare cocktail a regola d’arte. E tranquilli la vodka russa è facile da sostituire con quella svedese, polacca, ceca o francese.

 

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