“Nessuna distanza tra me e la gente, ma dovevo comunicare meglio”. Intervista a Barbieri

13 Luglio 2022

È seduta nel suo ufficio in largo Battisti, con una pila di documenti e il manuale di diritto pronto all’uso. “Sto ritrovando il ritmo della mia sfera professionale, che in questi cinque anni avevo dovuto gestire in altro modo. L’altra sera sono andata persino a cena con mio marito, non mi ricordavo più la bellezza di restare a tavola senza l’ansia del tempo e lo squillo del telefonino…”. Dalla finestra del suo studio legale, al secondo piano, s’intravede il municipio: lì, nella “casa” del Comune di Piacenza, l’avvocato Patrizia Barbieri rientrerà lunedì pomeriggio come consigliere di opposizione. L’ex sindaco, sconfitto alle urne dal centrosinistra di Katia Tarasconi, rimane infatti tra le fila della minoranza nel “parlamentino” cittadino. E adesso si toglie pure qualche sassolino dalla scarpa.

Barbieri, ha letto l’intervista al suo spin doctor Mauro Ferrari? Sostiene che lo scollamento tra lei e la cittadinanza abbia giocato un ruolo chiave nella débacle elettorale del centrodestra…
“Ferrari non ha capito esattamente la situazione. Non vedo alcuna lontananza tra me e la gente, continuo a ricevere lettere di ringraziamento per la mia disponibilità al dialogo. È giusto invece evidenziare la mia propensione alla vita amministrativa, anche a scapito di social, note stampa, foto e aperitivi”.

Se potesse tornare indietro, cosa farebbe?
“Comunicherei meglio ciò che ho fatto”.

Tra lei e i partiti si è rotto qualcosa? Dopo la vittoria di Tarasconi, c’è stato uno scambio di accuse.
“Assolutamente no. La mia campagna elettorale si è basata anche sul loro coinvolgimento. È vero, però: qualcuno che avrebbe dovuto impegnarsi di più, e magari non ha raccolto certi risultati, si è lasciato andare a chiacchiere fuori luogo… Ma le mancate preferenze non sono una mia colpa”.

Alcuni assessori uscenti, forse, pretendevano più considerazione in campagna elettorale?
“Gli assessori uscenti hanno potuto presentarsi e dimostrare il loro lavoro nell’arco di cinque anni”.

Lunedì scorso i neoeletti consiglieri sono stati convocati in municipio per una lezione tecnica sul funzionamento della “macchina” comunale. C’era anche lei, nonostante la sua esperienza istituzionale. Che segnale ha voluto dare?
“La mia presenza è stata una forma di rispetto nei confronti dei nuovi eletti. Non volevo risultare supponente”.

In realtà, oltre a lei, gli unici rappresentanti della minoranza presenti in aula erano le sue fedelissime Federica Sgorbati e Barbara Mazza. L’assenza di Lega e Fratelli d’Italia inquadra una partenza poco costruttiva per l’opposizione di cui fa parte?
“Il resto della minoranza è composto da persone che hanno già acquisito un’esperienza amministrativa. Un gesto poco costruttivo? No, non credo”.

Si dice che l’ex assessore Jonathan Papamarenghi si dimetterà dall’incarico di consigliere comunale in minoranza. È così?
“No. Papamarenghi rimarrà in consiglio comunale”.

Barbieri, si sente leader dell’opposizione?
“Farò la mia parte”.

In una recente intervista, il sindaco Tarasconi ha annunciato l’intenzione di “licenziare” il cane antidroga Ector, in forza alla polizia municipale, un simbolo dell’amministrazione di centrodestra. Come replica?
“Penso che l’unità cinofila sia ancora attuale. Non è un peso per la collettività”.

Un’altra pratica che impegna il sindaco Tarasconi riguarda il caos nelle graduatorie degli asili nido, ereditata proprio dalla giunta Barbieri agli sgoccioli del mandato. Cos’è successo? Avete perso il controllo sugli uffici durante la campagna elettorale?
“Gli uffici necessitano di una forte riorganizzazione, perché il personale è poco e il lavoro tanto. Comprendo, quindi, le difficoltà interne all’ente che si sono riversate su questa pratica. Noi abbiamo predisposto le misure per risolvere il problema”.

Nel centrosinistra, qualcuno sostiene che il neosindaco abbia trovato una situazione disordinata a palazzo Mercanti. Si dice per ogni amministrazione precedente?
“Beh, nel 2017, dopo la giunta Dosi, io avevo trovato poche disponibilità economiche e il rischio di aumento dell’Irpef. Tarasconi non può lamentarsi. Il bilancio, i progetti avviati e i finanziamenti ottenuti attestano l’ottima eredità lasciata dalla nostra amministrazione. La manutenzione della città è migliorata”.

Negli ultimi cinque anni, Barbieri, lei è sembrata molto amministratrice e poco politica. È sicura di restare fino al 2027 all’opposizione in consiglio comunale?
“Credo, nel mio piccolo, di poter dare un contributo alla collettività. La minoranza può avere un ruolo strategico. Sì, rimarrò al mio posto in aula”.

L’INTERVISTA DI THOMAS TRENCHI:

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