Voto all’estero, l’odissea di Celestina: “Vivo a Dubai, non ho mai ricevuto la scheda”

29 Settembre 2022

“In occasione delle recenti elezioni politiche, ho presentato la richiesta per votare all’estero. Ma non ho mai ricevuto la scheda”. Lo segnala la piacentina Celestina Raggi, che dal 2020 vive e lavora a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, dove ricopre l’incarico di vicepresidente delle risorse umane per un’importante azienda americana nell’area del Medio Oriente e dell’Africa.

Non è la prima volta che le succede: “A giugno, per il referendum sulla giustizia – ricorda Raggi – il materiale elettorale mi era stato recapitato ben due settimane dopo la data della chiamata alle urne. Altri colleghi italiani a Dubai mi hanno segnalato che a volte il ritardo si protrae per tre mesi. Invece un conoscente a Doha, in Qatar, ha ricevuto la busta in tempo”. Insomma, sembra un terno al lotto. Un inceppamento della macchina democratica.

Raggi, che è cresciuta a Lugagnano, è certa di aver seguito la procedura corretta. “Due anni fa, mi sono trasferita negli Emirati Arabi Uniti con un contratto triennale. Fin da subito, nel 2020, mi sono registrata all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. La consegna della scheda elettorale dovrebbe avvenire in anticipo per permettere di votare a casa e di rispedirla alle autorità. Nel caso delle ultime elezioni politiche, il limite massimo era il 22 settembre. Ad oggi, però, non ho ancora ricevuto le schede, né della Camera né del Senato”. E qualora la busta del consolato dovesse essere infilata nella cassetta postale di Raggi, “si tratterebbe di carta straccia, inutile per esercitare il mio diritto di voto”. Le elezioni politiche si sono infatti chiuse alle ore 23 di domenica 25 settembre, con la vittoria schiacciante del centrodestra.

IL SERVIZIO DI THOMAS TRENCHI:

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