“Barriere architettoniche e sociali per i disabili, aprire il Montecucco alle carrozzine”

30 Giugno 2021

“Tra barriere architettoniche e scarsa attenzione, la solitudine si moltiplica giorno dopo giorno”. A parlare sono alcuni parenti di ragazzi e ragazze disabili che abitano alla Besurica, a pochi chilometri dal centro storico di Piacenza. Un caso emblematico quello del quartiere residenziale, perché se da una parte garantisce una fitta rete di servizi e relazioni umane, dall’altra mette in risalto “certi ostacoli urbani e sociali che balzano all’occhio in ogni zona di Piacenza”, puntualizzano le famiglie.

Lo dice anzitutto Luisa Fasano, madre di un ragazzo disabile di 42 anni: “Mio figlio è in carrozzina e vive da solo. Ma a causa di buche nella strada, marciapiedi stretti e mattonelle sollevate dalle radici, non riesce a raggiungermi a casa mia, alla Besurica”. La residente Mariuccia Zavattoni evidenzia un altro paradosso: “Al parco Montecucco, il Comune ha realizzato un’area con giochi per i bambini portatori di handicap. Peccato però che l’unico accesso sia garantito da un sentiero di ghiaia per nulla percorribile dalle carrozzine. Servirebbe una passerella di legno”.

Sempre alla Besurica, Elisa Pagani ha una sorella con una disabilità psicomotoria: “Per lei le barriere non sono solo architettoniche ma anche sociali. Non sentiamo il sostegno di persone e istituzioni, durante il lockdown ci siamo resi conto di quanto sia profonda la solitudine delle famiglie come la nostra”. La mamma, Giovanna Troglio, avanza una proposta: “Un tandem o una bicicletta in condivisione nel quartiere per favorire gli spostamenti insieme ai portatori di handicap, visto che il Comune ha già pensato ai normodotati con l’attivazione di trecento monopattini elettrici“.

VOLONTARIATO – Da qualche anno, va detto, un gruppo di volontari cerca proprio di tessere nuove relazioni nel quartiere piacentino. Lo racconta Anna Leonida dell’associazione Nuovi Viaggiatori: “La partecipazione dei cittadini e il lavoro di rete sono gli elementi fondanti del nostro progetto ‘Besurica insieme’ che si propone di sposare la dimensione inclusiva. La disabilità può e deve diventare occasione di costruzione di comunità, di acquisizione di senso per tutti. Servono luoghi di incontro, una piazza vera, marciapiedi accessibili e il parco di Montecucco aperto alle carrozzine”.

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